New York ha piantato 18.261 alberi nell’ultimo anno fiscale, il numero più alto registrato dalla città dal 2016. Ma la parte più interessante del dato annunciato da NYC Parks non è tanto quanti alberi siano stati messi a dimora: è dove sono stati piantati.
La maggior parte è finita nei quartieri che la città considera più vulnerabili al caldo estremo. Nel Bronx l’elenco comprende Mott Haven, Morrisania, Soundview, Edenwald e Concourse Village; a Brooklyn Brownsville, East New York, Bushwick, East Flatbush e Sunset Park; a Manhattan East e West Harlem, Lower East Side, Hamilton Heights e Washington Heights. Nel Queens sono stati interessati, tra gli altri, Long Island City, Sunnyside, Elmhurst, South Ozone Park e Cambria Heights.
Non è una distribuzione casuale. Da alcuni anni New York considera gli alberi anche come uno strumento per ridurre gli effetti delle temperature estreme e dal 2025 ha cambiato il sistema con cui decide dove piantarli.
Con il Neighborhood Tree Planting Program, NYC Parks non accetta più le normali richieste dei residenti per avere un nuovo albero davanti a casa. I tecnici passano invece interi isolati alla ricerca degli spazi in cui sia possibile piantarne uno e procedono quartiere per quartiere, dando la precedenza alle zone con i valori più alti nel Heat Vulnerability Index elaborato dal Department of Health. L’obiettivo è arrivare progressivamente in tutta la città nell’arco di un ciclo di nove anni.
L’indice assegna ai quartieri un punteggio da 1 a 5 e non misura semplicemente quanto faccia caldo. Tiene insieme la temperatura media della superficie, la quantità di verde, la presenza di aria condizionata nelle abitazioni, il reddito e altri fattori che i dati sanitari associano a un rischio maggiore di morire durante le ondate di calore. I quartieri classificati ai livelli 4 e 5 sono quelli in cui il rischio è più alto.

La quantità di alberi presenti è una delle ragioni per cui il caldo non viene percepito nello stesso modo in tutta New York. Asfalto, cemento e tetti assorbono il calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente, mentre gli alberi creano ombra e contribuiscono a raffreddare l’aria attraverso l’evapotraspirazione. Per questo due quartieri relativamente vicini possono avere condizioni molto diverse durante la stessa ondata di calore.
Le differenze nella copertura arborea sono notevoli. Un rapporto pubblicato quest’anno dal Comptroller di New York stima che nel South Bronx gli alberi coprano soltanto tra l’8 e il 12 per cento della superficie e in alcune parti di Central Brooklyn tra l’11 e il 15 per cento. Sono anche alcune delle zone che registrano maggiore vulnerabilità al caldo.
È per questo che piantare un albero a Brownsville o Mott Haven viene oggi considerato diversamente dal piantarne uno in un quartiere che dispone già di molti parchi e strade alberate.
La città attribuisce agli oltre 7 milioni di alberi presenti nei cinque borough anche funzioni che vanno oltre l’ombra. Le chiome intercettano parte dell’acqua durante le piogge intense, assorbono alcuni inquinanti atmosferici e riducono il consumo energetico necessario per raffreddare gli edifici. Secondo le stime del Comptroller, l’intera foresta urbana produce circa 120,6 milioni di dollari l’anno di benefici, assorbe più di un miliardo di galloni di acqua piovana e rimuove dall’aria circa 1.100 tonnellate di sostanze inquinanti.
New York vuole aumentare ulteriormente questa superficie. L’Urban Forest Plan fissa l’obiettivo di portare la copertura delle chiome al 30 per cento del territorio cittadino entro il 2040.
Per riuscirci, però, non basta aumentare il numero delle piantumazioni.
Un albero appena messo a dimora produce una quantità di ombra molto inferiore rispetto a un esemplare adulto e impiega anni prima di contribuire in maniera significativa alla copertura del quartiere. Il rapporto del Comptroller sottolinea inoltre che irrigazione, potatura e cura del terreno nei primi anni sono decisive per evitare che i nuovi alberi muoiano prima di raggiungere la maturità.
NYC Parks dice di aver modificato anche questa parte del lavoro. Per arrivare alle 18.261 piantumazioni dell’ultimo anno ha ordinato prima gli alberi ai vivai, anticipato parte delle operazioni rispetto alla crescita primaverile delle gemme e mantenuto irrigati e pacciamati i nuovi esemplari durante l’estate. Lo stesso sistema sarà utilizzato per la prossima stagione autunnale.
Il numero annunciato questa settimana va inoltre letto con una distinzione importante. Nei rapporti municipali possono comparire cifre più alte perché vengono conteggiati insieme alberi piantati da Parks, altre agenzie, soggetti autorizzati e interventi nelle aree naturali. Nel fiscal year 2025, per esempio, il Mayor’s Management Report registrava complessivamente 34.667 alberi, di cui 17.767 lungo le strade, 5.628 nelle aree paesaggistiche dei parchi e 11.272 nelle aree naturali. I 18.261 annunciati questa settimana si riferiscono invece alle piantumazioni attribuite direttamente al programma di NYC Parks, ed è rispetto a questa serie che la città parla del risultato più alto dal 2016.
Il cambiamento più significativo, quindi, non è soltanto che New York stia piantando più alberi. È che abbia smesso di decidere dove metterli principalmente sulla base delle richieste ricevute e abbia cominciato a usare sistematicamente i dati sul caldo per stabilire quali quartieri debbano venire prima.
In una città dove l’ombra non è distribuita in modo uniforme, anche la posizione di un nuovo albero è diventata una decisione di adattamento climatico.
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