Mercoledì 23 settembre, alla Camera ECOSOC della sede delle Nazioni Unite, si è tenuto Multiply Possibility: A New Era for Education Financing, l’evento ad alto livello co-ospitato dalle Missioni Permanenti di Italia e Nigeria presso le Nazioni Unite insieme al Global Partnership for Education (GPE), l’organizzazione internazionale che sostiene i sistemi scolastici in oltre novanta paesi a basso e medio reddito. L’evento segna una tappa della campagna Multiply Possibility, che punta a mobilitare cinque miliardi di dollari per il ciclo di rifinanziamento del GPE 2026-2030, oltre ad altri dieci miliardi di cofinanziamento, per migliorare l’istruzione di quasi 750 milioni di bambini nel mondo.
Ad aprire l’evento è stato il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, che ha co-presieduto la conferenza insieme al Vicepresidente della Repubblica Federale di Nigeria Kashim Shettima. “È un grande onore co-presiedere questo evento con la Nigeria,” ha detto Tajani, definendolo un momento simbolico e un messaggio politico forte: “L’istruzione resta l’investimento più potente che possiamo fare nello sviluppo. Più istruzione significa meno conflitti e guerre, più pace, crescita e cooperazione”.
Tajani ha annunciato il raddoppio del contributo italiano al GPE, da 25 a 50 milioni di euro, con un focus dichiarato su Africa ed educazione femminile, definendo l’istruzione “una priorità della politica estera italiana in Africa, nel Mediterraneo e nel mondo”.

Alla co-presidenza dell’evento è poi subentrato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, affiancato dall’omologa nigeriana. Valditara ha ricordato che l’Italia è stata, nel 2024, il primo paese del G7 a dedicare una riunione ministeriale all’istruzione come motore di sviluppo sociale ed economico, con il coinvolgimento dell’Unione Africana. Ha ribadito l’importanza di coinvolgere i giovani nelle discussioni sul finanziamento globale dell’istruzione, spiegando di aver per questo invitato a New York rappresentanti degli studenti italiani, un’iniziativa lanciata al G20 in Sudafrica nell’ottobre 2025 e ribadita all’UNESCO lo scorso luglio: “Dobbiamo ascoltare i giovani: sono il nostro presente e il nostro futuro. È per loro che vogliamo moltiplicare le possibilità”.
Valditara ha citato alcuni dati sulla crisi educativa globale: la perdita di produttività legata alla mancanza di istruzione è stimata in 3.300 miliardi di dollari l’anno, 270 milioni di bambini e ragazzi sono fuori dal sistema scolastico nel mondo, e il 70% degli studenti delle scuole primarie nei paesi a basso reddito non sa leggere un testo semplice nella propria lingua madre. Ha definito la carenza di insegnanti “lo tsunami in arrivo”: entro il 2030 mancheranno 44 milioni di insegnanti nel mondo, 15 milioni solo nell’Africa subsahariana.




