Da un tour al Met a una serata su Anne Frank: la missione dell’ONU attraverso l’arte

Mentre la città si prepara ad accogliere l'apertura dell'81ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la serie Culture and Connections della United Nations Association of New York collega musei e mostre cittadine ai grandi temi su cui lavora il Palazzo di Vetro

Ogni settembre, con l’apertura della nuova sessione dell’Assemblea Generale, New York si riempie di delegazioni, sicurezza rafforzata e traffico bloccato attorno al Palazzo di Vetro. Ma l’ONU, per chi vive in città, non è solo quello. Da qualche tempo la United Nations Association of New York (UNA-NYC) prova a raccontarla anche attraverso l’arte, con una serie di eventi culturali che ha chiamato Culture and Connections.

L’idea di fondo è semplice: usare i musei e le mostre della città come porta d’accesso ai grandi temi su cui lavora l’ONU, dai diritti umani alla memoria storica, fino alla cooperazione tra popoli. La serie è partita con una serata al Metropolitan Museum of Art, un tour guidato privato riservato a un piccolo gruppo di soci, che ha attraversato opere di epoche e continenti diversi, con la guida che invitava i partecipanti a riflettere su temi universali come l’identità, il conflitto e la resilienza. La serata si è chiusa sul rooftop del museo, tra un drink e la vista su Central Park al tramonto, con UNA-NYC che aveva coperto buona parte del costo del tour per renderlo accessibile ai suoi membri.

Da lì la serie è cresciuta, toccando altre istituzioni culturali della città: Anne Frank the Exhibition al Center for Jewish History, con una visita guidata seguita da un intervento del professor Gavriel Rosenfeld, presidente del centro, e la Neue Galerie, dedicata all’arte austriaca e tedesca. Un’altra tappa ha affrontato un tema più esplicitamente legato al lavoro dell’ONU: la protezione del patrimonio culturale in tempo di conflitto.

Dietro il progetto c’è una convinzione precisa, che UNA-NYC ripete spesso nel presentare la serie: il Met e l’ONU condividono, ognuno a modo suo, l’obiettivo di avvicinare le persone, l’uno mostrando la creatività dell’umanità attraverso l’arte, l’altro lavorando concretamente su pace e sviluppo sostenibile. L’associazione immagina che la serie continui a crescere, con l’obiettivo dichiarato di alimentare non solo curiosità e scoperta, ma anche un dialogo di comunità che aiuti i newyorkesi a esplorare le culture del mondo come base per empatia e cittadinanza globale.

Immagine di Mattia Panico

Mattia Panico

Direttore Generale de "ilNewyorkese", formatore e appassionato di viaggi e cibo, vive a New York. Aiuta le aziende a realizzare il "Sogno Americano", aprendo la strada per entrare in questo mercato e posizionarsi correttamente negli Stati Uniti.

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