Italia e USA tentano il riavvicinamento a Villa Taverna per il 4 luglio

Con Meloni assente e mezzo governo presente, il ricevimento per l’indipendenza americana è diventato anche un modo per rassicurare sui rapporti tra Roma e Washington, che per l'ambasciatore americano restano «ottimi»

A Villa Taverna qualcuno è arrivato con l’ombrello, per via delle previsioni, ma la pioggia non è arrivata. Il ricevimento per il 4 luglio si è tenuto con due giorni d’anticipo, giovedì 2 luglio, nella residenza dell’ambasciatore statunitense a Roma, ai Parioli, dove gli Stati Uniti ospitano da decenni uno degli appuntamenti più attesi dalla diplomazia romana. Quest’anno non era una festa qualsiasi: si celebrano 250 anni dell’indipendenza americana, che gli Stati Uniti celebrano il 4 luglio 2026.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non c’era. In giornata aveva presieduto il Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, poi era andata a Padova per intervenire al congresso nazionale della UIL. L’assenza però non ha lasciato scoperto il governo: a Villa Taverna c’erano i due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il sottosegretario Alfredo Mantovano e molti ministri tra cui Guido Crosetto, insieme anche a Arianna Meloni, sorella della Premier e responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia. Presenza anche delle opposizioni, con Matteo Renzi leader di Italia Viva, e una delegazione del Pd con Francesco Boccia, capogruppo Pd al Senato, e Christian Di Sanzo, deputato del Pd eletto nella ripartizione Nord e Centro America e unico presente dei parlamentari eletti all’estero.

Nelle settimane precedenti i rapporti tra Roma e Washington erano stati segnati da uno scontro molto esposto tra Donald Trump e Giorgia Meloni e Tajani, in quei giorni, aveva annullato una missione negli Stati Uniti. Per questo i discorsi dal palco sono serviti soprattutto a rimettere in ordine le parole. Tilman J. Fertitta, ambasciatore degli Stati Uniti in Italia e a San Marino dal maggio 2025, ha detto che l’Italia resta «un partner e un’amica fidata» e che eventuali disaccordi tra leader non cambiano la collaborazione tra i due paesi. «Crediamo che il rapporto con gli Alleati, come l’Italia, rappresenti una delle pietre angolari della forza e della leadership americana. Questa sera celebriamo proprio questa straordinaria partnership. Per questo motivo solo particolarmente onorato di avere con noi tanti amici del Governo Italiano».

L’ambasciatore americano ha poi continuato: «Servire come Ambasciatore nel corso di questo primo anno è stato un privilegio straordinario. Ho potuto constatare personalmente le molteplici dimensioni di questa partnership: economica, militare, culturale e politica. I nostri due Paesi sono uniti anche da profondi legami familiari. Oltre 17 milioni di americani vantano origini italiane, me compreso, e questo rende il mio incarico di Ambasciatore in Italia ancora più significativo». L’ambasciatore ha poi annunciato che trascorrerà il 4 luglio «In Sicilia, da dove i miei bisnonni emigrarono negli Stati Uniti 130 anni fa», e che quei legami «restano forti ancora oggi: ogni anno, più di 45.000 studenti americani e otto milioni di visitatori provenienti dagli Stati Uniti arrivano in Italia».

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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