Il palato dei consumatori d’oltreoceano è notoriamente esigente e sempre a caccia di novità, ma la vera sfida consiste nel saper innovare senza mai perdere il legame con le proprie radici. I prodotti Sita Food al Fancy Food di New York si presentano con un catalogo che affianca a pilastri intramontabili alcune importanti novità di nicchia. Alessandro Sita ci guida alla scoperta delle strategie di gusto pensate per il mercato americano, scommettendo su etichette pulite e sull’artigianalità della sua terra d’origine.
Quando si analizza il segreto della longevità dei grandi classici firmati Sita sul mercato americano, il focus si stringe immediatamente attorno a due concetti chiave: la costanza della qualità e la semplicità.
«Il consumatore americano, una volta che adotta e sposa un nostro prodotto, vuole ritrovare nel piatto qualcosa di familiare, un sapore che conosce e che lo fa stare bene», spiega Alessandro Sita.
Questo approccio si riflette perfettamente nella strategia strategica del brand. Se l’anno scorso l’azienda ha seguito maggiormente i trend dell’innovazione, segnati dal lancio del Parlami, il loro salame al parmigiano, quest’anno la rotta punta con decisione verso la fedeltà assoluta al metodo di produzione tradizionale italiano. Una scelta che intercetta dinamiche di mercato ben precise che vedono la crescita di prodotti più di nicchia, come il guanciale.

Il debutto di questa edizione vede una fitta spinta sulle referenze più autentiche. Accanto alla consolidata mozzarella fresca fior di latte, fa il suo ingresso sul mercato la nuova gamma di salumi artigianali Sita. Si tratta di un vero e proprio ritorno all’autenticità in un comparto ormai profondamente invaso da proposte super-industrializzate.
«Offriamo salumi fatti come si facevano una volta nelle nostre case in Calabria, con carne di qualità premium, spezie e budelli naturali, e una stagionatura lenta».
In un contesto come il Fancy Food, che si configura come un autentico bombardamento sensoriale per i buyer, che durante la fiera assaggiano centinaia di prodotti al giorno, Sita Food adotta una tattica di posizionamento mirata per imprimersi nella memoria del palato dei visitatori e staccare la concorrenza. L’obiettivo è non disperdere le energie, mettendo in avanti e facendo testare quasi esclusivamente le novità.
L’imprenditore sottolinea che, rimanendo focalizzati su pochi elementi, l’azienda ha la certezza che il buyer, una volta tolto il badge a fine giornata, possa ricordarsi meglio del marchio Sita. Subito dopo, per lasciare un segno profondo, il lavoro si concentra su abbinamenti semplici ma decisamente vincenti, capaci di creare il perfetto connubio tra la selezione di formaggi e quella di salumi.
Il mercato d’oltreoceano si mostra oggi fortemente ossessionato dal binomio benessere-velocità. Per rispondere a questa specifica esigenza, il brand scommette su fattori legati alla trasparenza e alla funzionalità quotidiana.
«Rispondiamo offrendo prodotti che si distinguono per una “clean label”, ovvero una lista di ingredienti cortissima, pulita e transparente, che è sinonimo di genuinità e benessere. Al tempo stesso, per andare incontro alla necessità di praticità del consumatore moderno, proponiamo questi articoli in una presentazione e in formati estremamente convenienti e facili da gestire nel quotidiano».

Questa attenzione tecnica diventa uno strumento fondamentale anche per far percepire la differenza rispetto ai concorrenti che imitano il Made in Italy. Il contrasto al fenomeno dell’Italian Sounding, secondo Sita, si fa concretamente sul campo, partendo dall’assaggio guidato direttamente sul punto vendita, poiché deve essere il palato del consumatore a decretare la superiorità qualitativa del prodotto. A questo impianto si affiancano una politica commerciale intelligente, basata su prezzi competitivi o su porzioni accessibili che non scoraggino la prova, e una comunicazione aziendale che si mantiene il più possibile semplice, trasparente e diretta.
Davanti alla sfida di dover scegliere un solo asso nella manica per conquistare un buyer scettico, la strategia di Alessandro Sita si divide equamente tra l’universo caseario e quello della salumeria. Per i formaggi l’imprenditore va sul sicuro con il loro Parmigiano Reggiano, che viene presentato anche in un inedito formato snack.
«Per i salumi scommetto tutto sulla nuova spianatina calabrese nella versione dolce», conclude Sita, spiegando come anche quest’ultima referenza venga proposta in formati convenienti e con una lista di ingredienti cortissima.