A New York si chiude In Scena!, il festival del teatro italiano

Si è conclusa a New York l’edizione 2026 di In Scena! Durante la serata finale all’Istituto Italiano di Cultura, è stato assegnato a Marco Di Stefano l’In Scena! Playwright Award 2026 per Via Crucis, reading ispirato ai casi italiani di morti in custodia cautelare

All’Istituto Italiano di Cultura di New York si è conclusa ieri l’edizione 2026 di In Scena!, il festival dedicato al teatro italiano negli Stati Uniti, nato nel 2013 e diventato negli anni un punto di riferimento per la promozione della drammaturgia italiana in Nord America. La serata finale ha ospitato la cerimonia di premiazione dell’In Scena! Playwright Award 2026, assegnato al drammaturgo Marco Di Stefano per Via Crucis, testo tradotto in inglese da Caterina Nonis e presentato in forma di reading durante la chiusura del festival.

La conclusione del festival arriva dopo due settimane di programmazione diffusa nei cinque borough di New York, con spettacoli, letture e incontri a ingresso gratuito. Un formato che è ormai parte dell’identità di In Scena!, come ha spiegato Laura Caparrotti, direttrice artistica di Kairos Italy Theater e fondatrice del festival.

«Kairos Italy Theater è la maggiore compagnia professionista di teatro italiano a New York. Il nostro obiettivo è portare il teatro italiano negli Stati Uniti e questa, all’Istituto Italiano di Cultura, è l’ultima serata del festival».

Caparrotti ha ricordato anche la vocazione itinerante del progetto teatrale: «Dal 2013, anno in cui il festival è nato, portiamo gli spettacoli in tutti e cinque i borough. È una scelta che permette di raggiungere pubblici diversi».

Al centro della serata c’è stato il riconoscimento a Via Crucis, un monologo in versi liberi costruito in 14 scene. Il testo racconta la storia di un uomo di circa trent’anni che vive ai margini della società e che, dopo essere stato arrestato per possesso di droga, subisce violenze durante la custodia di polizia fino alla morte. L’azione si svolge nell’arco di una sola giornata, dalle cinque del mattino a mezzanotte, attraversando gli spazi della strada, dell’auto della polizia, delle stanze della centrale e infine dell’obitorio.

L’opera si ispira a vicende che hanno segnato il dibattito pubblico italiano sulle morti in custodia cautelare, tra cui i casi di Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva e Stefano Cucchi.

Con la premiazione di Di Stefano si chiude così l’edizione di In Scena! 2026.

Immagine di Mariafrancesca Buono

Mariafrancesca Buono

Mariafrancesca Buono, originaria di Ischia, è filologa e critica letteraria. Alla formazione umanistica affianca un costante interesse per ambiti interdisciplinari, che l’ha portata ad approfondire l’ambito comunicativo, il videomaking e l’intelligenza artificiale. Il suo percorso riflette la convinzione che, in una società in continua trasformazione, le competenze trasversali siano essenziali per comprendere e interpretare la complessità del presente.

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