Aldo Cazzullo ha presentato a Washington il suo libro sulla Bibbia

Nel cuore di Washington DC, nella meravigliosa cornice del Museo della Bibbia – luogo in cui la Scrittura incontra la storia, la cultura e il dialogo tra i popoli – si è tenuta la presentazione del libro di Aldo Cazzullo, “The God of Our Fathers: The Great Stories of the Bible” (Harper Collins, 2026). L’evento ha assunto un significato che va oltre la semplice dimensione editoriale. L’evento è stato aperto dal CEO del museo, Carlos Campo, mentre i saluti istituzionali dell’Ambasciatore d’Italia Marco Peronaci hanno ulteriormente sottolineato il valore culturale e internazionale dell’iniziativa. Al termine del suo intervento Cazzullo è stato applauditissimo, ed ha letteralmente conquistato anche il pubblico americano, tanto da spingere il CEO del Museo a definirlo un promettente “predicatore”. Tra i presenti anche il titolare dell’iconico Cafe’ Milano Franco Nuschese, vera istituzione a Washington.

Tutto questo è stato possibile anche grazie ad Alessia Ardesi, ai suoi buoni uffici, ai suoi sforzi e alla sua straordinaria capacità di costruire relazioni, creando un ponte autentico tra sensibilità, istituzioni e culture differenti. Nel suo intervento Aldo Cazzullo ha ricordato anche il suo libro “Oratorio Italia. Viaggio nel paese del bene” (Rubettino Editore, 2025).

Per chi, come me, ha avuto modo di vivere e conoscere il valore simbolico di questo museo (essendo stato rappresentante europeo del museo tra il 2021-22), è evidente come questo luogo non sia pensato solo per i credenti, ma per chiunque voglia comprendere quanto la Bibbia abbia inciso sulla civiltà occidentale, sull’arte, sulla politica, sulla letteratura e perfino sul linguaggio quotidiano di milioni di persone. Camminare tra le sale del museo significa attraversare secoli di umanità, di domande, di speranze e di grandi narrazioni che continuano ancora oggi a parlare al presente, come ha affermato lo stesso Cazzullo nel suo speech, molto apprezzato da tutti i partecipanti.

Il libro di Cazzullo riesce proprio in questo: riportare le grandi storie bibliche dentro il nostro tempo, con uno stile accessibile ma profondo, capace di coinvolgere anche chi non vive un percorso di fede. Perché la Bibbia, prima ancora di essere un testo religioso, è un immenso patrimonio culturale condiviso, un codice narrativo che ha unito generazioni e popoli diversi.
Questo libro che approda dunque anche negli Stati Uniti, e’ stato il più letto e venduto in Italia nel 2024 con oltre 400mila copie vendute.

Uno degli aspetti più originali del lavoro di Cazzullo è la capacità di intrecciare il racconto biblico con la memoria personale e familiare. Nel libro emerge anche il riferimento alla figura del padre, elemento che dona al racconto un tono ancora più umano e autentico. Ed è un passaggio che sento particolarmente vicino, perché inevitabilmente mi riporta alla storia del mio bisnonno (pioniere pentecostale, perseguitato in epoca fascista) e a quel filo invisibile che lega le generazioni attraverso valori, memoria e identità. In questo senso, il libro non parla soltanto di personaggi biblici, ma anche delle radici profonde che ogni uomo porta dentro di sé.

Da Abramo a Mosè, da Davide ai Profeti, il volume non propone una lettura distante o accademica, ma un viaggio umano dentro storie che parlano di fragilità, leadership, cadute e redenzione. Ed è proprio questa chiave narrativa, semplice ma intensa, a rendere il lavoro di Cazzullo capace di avvicinare lettori molto diversi tra loro.

In un’epoca frammentata, ritrovare nel racconto biblico temi universali come il perdono, la giustizia, il coraggio, il dolore e la speranza significa riscoprire un linguaggio comune tra culture differenti. Ed è forse proprio questo il messaggio più forte che emerge oggi da Washington: la Bibbia continua a parlare all’uomo contemporaneo, credente o non credente che sia.

Leggere per credere.

Alessandro Iovino con Carlo Campo, CEO Museum of the Bible

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