A Little Fellow: The Legacy of A.P. Giannini, il film di Davide Fiore

A New York si è svolta la proiezione del film A Little Fellow: The Legacy of A.P. Giannini, dedicato al fondatore della futura Bank of America e alla sua idea di finanza

lla Casa Italiana Zerilli-Marimò di New York, nella giornata di ieri, si è tenuta la proiezione del documentario A Little Fellow: The Legacy of A.P. Giannini, in occasione della mostra «You Can’t Die for a Dollar: The Revolution of Amadeo Peter Giannini», visitabile fino al 1 giugno 2026.

L’evento, organizzato in collaborazione con Com.It.Es New York e Grow Together Foundation, ha proposto la visione del film diretto da Davide Fiore e scritto insieme a Joe Mancini, seguita da un incontro con il regista.

Il documentario ricostruisce la figura di Amadeo Peter Giannini, figlio di immigrati italiani e fondatore di quella che sarebbe diventata la Bank of America, attraverso il racconto della sua idea di finanza accessibile e fondata sulla fiducia.

Fiore ha raccontato la genesi del progetto, nato nel 2017: «ho scoperto questa storia camminando per la città e ho trovato una placca che diceva che la Bank of America prima si chiamava Bank Italy». Un episodio casuale che ha dato avvio a una lunga ricerca, segnata dalla sorpresa per una vicenda poco conosciuta: «mi sembrava troppo bella per essere vera».

Il lavoro di costruzione del film ha richiesto anche un lungo processo di ricerca e selezione del materiale d’archivio. «Giannini non amava stare sotto i riflettori, non cercava la visibilità. Era sempre in mezzo alla gente, mai al centro dell’immagine», ha spiegato il regista. «Abbiamo trovato pochissime foto e pochissimo materiale video. Questo però mi piace, perché alla fine nel film non vedi continuamente il suo volto, ma le sue azioni e le testimonianze di chi lo ha conosciuto».

A Little Fellow restituisce così il ritratto di un banchiere che ha contribuito a finanziare alcune infrastrutture simboliche della storia americana, dalla Golden Gate Bridge a Hewlett-Packard, fino al sostegno all’industria cinematografica e allo sviluppo economico durante le grandi crisi del Novecento. «Per me era importante proprio questo: la sua eredità è più forte della sua immagine».

Immagine di Maria Francesca Buono

Maria Francesca Buono

Mariafrancesca Buono, originaria di Ischia, è filologa e critica letteraria. Alla formazione umanistica affianca un costante interesse per ambiti interdisciplinari, che l’ha portata ad approfondire l’ambito comunicativo, il videomaking e l’intelligenza artificiale. Il suo percorso riflette la convinzione che, in una società in continua trasformazione, le competenze trasversali siano essenziali per comprendere e interpretare la complessità del presente.

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