Grand Army Plaza potrebbe diventare un po’ meno complicata

New York vuole togliere le auto da una parte della grande rotonda all’ingresso di Prospect Park, a Brooklyn: l’obiettivo è collegare meglio il parco all’arco monumentale e ridurre gli attraversamenti

Grand Army Plaza è uno dei punti più importanti e trafficati di Brooklyn – un landmark, come direbbero i newyorkesi -, ma anche uno dei meno semplici da attraversare a piedi. Si trova all’ingresso nord di Prospect Park, intorno al Soldiers’ and Sailors’ Memorial Arch, l’arco monumentale costruito alla fine dell’Ottocento per ricordare i soldati dell’Unione nella Guerra civile americana. Oggi però l’arco e il parco sono separati da corsie di traffico, attraversamenti, isole pedonali strette e flussi di auto che arrivano da più direzioni. Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha annunciato ad aprile un progetto per chiudere definitivamente alle auto la parte sud della piazza, tra Union Street ed Eastern Parkway.

La modifica principale riguarda quattro corsie che oggi passano tra l’arco e Prospect Park. Eliminandole, la città creerebbe un collegamento diretto tra il monumento e il parco, senza obbligare pedoni e ciclisti a muoversi tra più semafori e spartitraffico. La piazza, che è già usata per il Grand Army Plaza Greenmarket e per altri eventi, guadagnerebbe circa tre quarti di acro di spazio aperto, cioè poco più di 3mila metri quadrati. Secondo il Department of Transportation, questo spazio potrebbe essere usato per aumentare il numero di venditori del mercato, ospitare piccoli spettacoli all’aperto e organizzare attività stagionali.

Il cambiamento servirebbe soprattutto a rendere più praticabile un incrocio che oggi funziona quasi come una grande rotatoria, con auto, autobus, biciclette e pedoni costretti a incrociarsi più volte. Con il nuovo disegno il traffico non girerebbe più in un anello completo intorno alla piazza, ma seguirebbe una forma più simile a un ferro di cavallo. Gli attraversamenti per pedoni e ciclisti passerebbero da 39 a 24, e dieci strisce pedonali sarebbero rialzate, quindi allo stesso livello del marciapiede: questo costringerebbe le auto a rallentare e renderebbe più visibili le persone che attraversano.

Il progetto prevede anche nuove piste ciclabili protette dentro e intorno alla piazza. Oggi alcune corsie per biciclette ci sono già, ma sono in parte dipinte sull’asfalto e non sempre separate fisicamente dal traffico. La nuova sistemazione dovrebbe usare auto parcheggiate e aiuole come protezione, anche se alcuni dettagli devono ancora essere definiti. Per chi arriva alla Brooklyn Public Library, che si affaccia proprio sulla piazza, significherebbe anche non dover aspettare su piccole isole pedonali circondate dalle auto.

La chiusura di una parte dell’anello cambierebbe anche il percorso di alcuni autobus. Il B41, una delle linee più usate della città, e il B69 verrebbero leggermente deviati: il primo resterebbe sul lato est della piazza, mentre il secondo eviterebbe il giro più vicino all’arco. In parallelo, la città sta lavorando anche su Flatbush Avenue, dove sono previsti interventi per le corsie preferenziali degli autobus e nuove isole pedonali. Per gli automobilisti ci saranno invece percorsi un po’ più lunghi in alcuni casi: chi arriva da Union Street, per esempio, non potrà più tagliare direttamente verso Eastern Parkway, ma dovrà seguire il nuovo giro interno a doppio senso.

Le obiezioni riguardano soprattutto il rischio che una parte del traffico finisca nelle strade residenziali vicine, o che i mezzi di emergenza impieghino più tempo a passare. Il Department of Transportation sostiene invece che il nuovo disegno potrebbe rendere più fluido il traffico, perché ridurrebbe gli accumuli di auto nei punti più complicati della piazza. I residenti chiedono interventi da anni e, secondo i dati presentati dal DOT, tra il 2020 e il 2025 nell’area centrale e sull’anello esterno di Grand Army Plaza ci sono stati 219 feriti in incidenti stradali. Restano però due informazioni decisive che la città non ha ancora chiarito: quanto costerà il progetto e quando inizieranno i lavori.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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