Il Primo maggio continua a essere celebrato quasi ovunque come giornata di lotta e rivendicazione, ma non ovunque con lo stesso significato. Nato negli Stati Uniti dalle mobilitazioni per la giornata lavorativa di otto ore, oggi la Festa dei Lavoratori sopravvive soprattutto altrove: nelle piazze europee, asiatiche e africane, dove mantiene una dimensione collettiva e visibile che nel paese d’origine si è in gran parte attenuata. Negli Stati Uniti, infatti, il 1° maggio è stato sostituito dal Loyalty Day, mentre il Labor Day di settembre ha assunto un carattere più festivo.
Questa distanza racconta anche come è cambiato il lavoro negli ultimi decenni. Dalla Turchia alla Francia, passando per Germania, Corea del Sud e Indonesia, il Primo Maggio resta un appuntamento partecipato, capace di portare le persone in strada e di dare forma a una presenza collettiva che continua a essere riconoscibile.
In questo contesto, la partecipazione resta l’elemento più evidente. Il numero di persone che si ritrovano nello stesso luogo continua a definire la giornata. Domani, anche in Italia, è atteso un grande afflusso. Non soltanto per una ricorrenza, ma per stare dentro una dimensione condivisa che, ogni anno, si ripete.
È qui che il caso italiano assume una forma particolare. Accanto alle manifestazioni, il Primo Maggio coincide con il grande concerto di Roma, organizzato da CGIL, CISL e UIL. Il cosiddetto Concertone è diventato negli anni uno degli eventi musicali più riconoscibili, una lunga maratona che accompagna l’intera giornata. Sul palco di Piazza San Giovanni si sono alternati artisti come Vasco Rossi, Lou Reed, gli Oasis, i Radiohead, Nick Cave o Fabrizio De André. Oggi il cartellone segue la musica di adesso: senza un unico genere dominante, con artisti che arrivano da percorsi diversi e parlano a pubblici diversi.
L’edizione di domani, con lo slogan “Il futuro è ancora nostro”, inizierà nel primo pomeriggio e andrà avanti fino a notte. A condurre saranno Arisa, Pierpaolo Spollon e BigMama, con la direzione artistica di Massimo Bonelli. In programma ci sono Emma, Geolier, Madame, Ermal Meta e Riccardo Cocciante, insieme ad altri nomi della scena attuale, con la presenza anche dell’Orchestra Popolare La Notte della Taranta. La struttura resta quella consolidata: esibizioni brevi, cambi rapidi, un flusso continuo. C’è chi arriva per un nome preciso e chi resta per ore, seguendo la successione degli artisti senza interruzioni.
Intanto Piazza San Giovanni si riempie. Circa 300 mila persone ogni anno, più milioni davanti alla Rai. In un momento in cui la musica si ascolta soprattutto da soli, il Concertone continua a funzionare al contrario: tanta gente nello stesso posto, nello stesso momento. E alla fine è questo che tiene insieme tutto il resto. Non tanto il programma o i nomi, ma il fatto che quella piazza continui a riempirsi. Domani, a Roma, il Primo Maggio passerà anche da lì.




