Raphael Beyond the Visible, in dialogo tra Villa Farnesina e Met a New York

A New York una mostra su Raffaello Sanzio diventa anche un’occasione per cambiare il modo in cui lo si guarda

All’Istituto Italiano di Cultura di New York l’apertura di una mostra diventa anche un momento di riflessione: Raphael Beyond the Visible è il titolo dell’incontro che, il 10 aprile 2026, ha inaugurato ufficialmente l’esposizione Raphael and the Colours of the Antique. Un evento andato esaurito, che mette insieme divulgazione, ricerca e cultura attorno alla figura di Raffaello Sanzio.

Non è solo una presentazione, ma una conversazione costruita come un ponte tra istituzioni. Da una parte la Villa Farnesina, luogo originario dei cicli pittorici raffaelleschi; dall’altra il Metropolitan Museum of Art, che negli stessi mesi ospita la grande mostra Raphael: Sublime Poetry.

Il cuore della serata è stato un panel dedicato alle nuove scoperte su Raffaello. A discuterne, tra gli altri, la curatrice Carmen Bambach e il ricercatore Marco Leona, insieme alla restauratrice Virginia Lapenta e alla rappresentante istituzionale Giulia Silvia Ghia. A moderare, il direttore dell’Istituto Claudio Pagliara.

La mostra attraverso analisi scientifiche e strumenti digitali, ricostruisce i pigmenti e le tecniche usate da Raffaello nella decorazione della Farnesina, rendendo visibili dettagli normalmente difficili da osservare, come la ricchezza botanica delle logge o l’uso di colori di origine antica.

In questo senso, il titolo dell’incontro Beyond the Visible funziona quasi come una dichiarazione di metodo. Guardare oltre la superficie dell’opera significa oggi incrociare storia dell’arte e scienza dei materiali, ma anche inserire il lavoro di Raffaello in una rete più ampia di scambi culturali.

Immagine di Maria Francesca Buono

Maria Francesca Buono

Mariafrancesca Buono, originaria di Ischia, è filologa e critica letteraria. Alla formazione umanistica affianca un costante interesse per ambiti interdisciplinari, che l’ha portata ad approfondire l’ambito comunicativo, il videomaking e l’intelligenza artificiale. Il suo percorso riflette la convinzione che, in una società in continua trasformazione, le competenze trasversali siano essenziali per comprendere e interpretare la complessità del presente.

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