Come il fascismo ha influenzato la moda italiana

Lo racconta un libro intitolato Fashion under Fascism, oggetto di un incontro alla Casa Italiana Zerilli-Maarimò

Il poco indagato rapporto tra moda e potere politico nell’Italia del Novecento sarà al centro dell’incontro fissato alla Casa Italiana Zerilli-Marimò il 30 marzo 2026, dalle 18:30 alle 20:00, dedicato alla presentazione della nuova edizione di Fashion under Fascism. Beyond the Black Shirt, pubblicata nel 2025 da Bloomsbury. L’evento vedrà protagonista Eugenia Paulicelli, docente alla City University of New York, in dialogo con Francesca Granata della Parsons School of Design. L’incontro fa parte del ciclo delle Alba Capriati Lectures, una serie di appuntamenti organizzati per il Women’s History Month e sostenuti da una donazione di Giosetta Capriati in memoria della sorella Alba Capriati (1935–2020), dedicati a figure femminili che hanno contribuito in modo significativo alla cultura e alla ricerca.

Il volume, considerato un testo di riferimento negli studi di moda, analizza come il regime fascista negli anni Trenta sia intervenuto in modo sistematico anche nelle pratiche quotidiane dell’abbigliamento. Attraverso politiche economiche e culturali – come la promozione dell’autarchia tessile, l’uso diffuso delle uniformi e la regolazione dell’estetica pubblica – il fascismo cercò di costruire un’identità nazionale coerente, utilizzando la moda come strumento di controllo sociale e propaganda. Paulicelli mostra come elementi apparentemente marginali, come il taglio degli abiti o la diffusione di determinati tessuti, fossero in realtà parte di un progetto politico più ampio. La nuova edizione amplia l’analisi includendo temi come la costruzione della mascolinità, il ruolo della moda nelle politiche razziali e coloniali e l’influenza del cinema degli anni Trenta nella diffusione di modelli estetici conformi all’ideologia del regime.

Uno degli aspetti centrali del libro è il collegamento tra queste politiche e lo sviluppo successivo del sistema moda italiano nel secondo dopoguerra. Attraverso interviste a figure come Fernanda Gattinoni e Micol Fontana, protagoniste della nascita dell’alta moda italiana, il volume evidenzia continuità e rotture tra il periodo fascista e l’affermazione internazionale del Made in Italy negli anni Cinquanta e Sessanta.

È possibile registrarsi all’incontro a questo link.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

Condividi questo articolo sui Social

Facebook
WhatsApp
LinkedIn
Twitter

Post Correlati

Ritorna il camping di lusso Governors Island

Se stai cercando una fuga perfetta dalla frenesia della città senza allontanarti troppo, Governors Island potrebbe essere la tua destinazione ideale. E se desideri trasformare questa breve fuga in un’esperienza indimenticabile, Collective Retreats è pronto ad accoglierti con le sue

Leggi Tutto »
Torna in alto