Un documentario su Joseph Petrosino, il detective ucciso dalla mafia italiana

Un evento all’Italian American Museum di New York presenta il progetto del regista Anthony Giacchino, che ricostruisce attraverso materiali d’archivio la storia di Joseph Petrosino

A New York, nel quartiere di Little Italy, la memoria dell’immigrazione italiana continua a essere raccontata anche attraverso figure che hanno segnato la storia della città. Tra queste c’è Joseph Petrosino, tra i primi investigatori a occuparsi in modo sistematico del crimine organizzato legato alla cosiddetta “Black Hand” all’inizio del Novecento. A oltre un secolo dalla sua morte, la sua vicenda torna al centro dell’attenzione grazie ad una ricerca storica, regalando una rilettura delle origini dell’identità italo-americana.

L’evento si terrà il 9 aprile presso Italian American Museum, istituzione nata per documentare la storia degli italiani a New York. Al centro dell’incontro ci sarà il progetto documentario “My Name is Petrosino” del regista premio Oscar Anthony Giacchino. Durante la serata verranno mostrati alcuni estratti del film, seguiti da una conversazione sul processo di ricostruzione storica: dall’uso delle fonti originali alla trasformazione narrativa di documenti, fotografie e testimonianze. L’iniziativa è organizzata dalla Petrosino Association in collaborazione con il museo, nell’ambito della mostra “How Petrosino Paved The Way”, dedicata all’eredità investigativa del detective.

La figura di Petrosino occupa un posto speciale nella storia della polizia americana: nato a Padula, in Campania, emigrato negli Stati Uniti da bambino, entrò nel New York City Police Department alla fine dell’Ottocento e fu tra i primi a lavorare sotto copertura contro le reti criminali che colpivano le comunità italiane. Nel 1909 fu ucciso a Palermo durante una missione investigativa, diventando l’unico agente dell’NYPD morto in servizio all’estero. La sua storia è stata negli anni oggetto di libri, film e studi accademici, anche in Italia, dove il suo nome è spesso associato alle origini della lotta alla mafia in chiave internazionale.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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