Sanremo 2026, Ditonellapiaga e TonyPitony vincono la notte delle cover

Morandi con il figlio Tredici Pietro, il bacio tra Levante e Gaia ripreso in campo lungo, Bianca Balti che parla di resilienza e Siani in versione Mister X

La serata delle cover è l’alibi perfetto di Sanremo: quella che non conta per la classifica finale e che permette di smettere di fingere contemporaneità per tornare ai classici. È la notte in cui l’ansia da inedito si scioglie e i Big non devono più difendere il proprio brano, ma possono affidarsi a canzoni che il pubblico conosce già. Si rischia meno, perché il rischio è stato corso anni prima, quando quei pezzi sono diventati patrimonio comune.

A vincere la serata sono Ditonellapiaga e TonyPitony con The Lady is a Tramp, una scelta che non punta sulla fedeltà all’originale ma sulla costruzione di uno spettacolo vero e proprio, fatto di ritmo, presenza scenica e un’ironia dichiarata. TonyPitony non è in gara tra i Big, ma diventa uno dei personaggi più visibili della settimana. Firma la sigla del Fantasanremo, appare e scompare, non spiega chi è.

Subito dietro si classificano Sayf con Alex Britti e Mario Biondi con Hit the Road Jack e Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma con Quello che le donne non dicono. Nei primi cinque rientrano anche Le Bambole di Pezza con Cristina D’Avena in Occhi di gatto e Tredici Pietro, che porta sul palco Gianni Morandi per cantare Vita. Il risultato è un quadro vario ma coerente: uno standard internazionale, un classico del repertorio italiano, un brano legato all’immaginario televisivo degli anni Novanta e un duetto che mette insieme padre e figlio su una canzone che appartiene alla storia del Festival.

C’è l’esibizione di Levante e Gaia con I maschi di Gianna Nannini, costruita su uno scambio continuo di sguardi e complicità che culmina in un bacio, già previsto fin dalle prove. Proprio in quel momento la regia sceglie un campo largo, allontana l’inquadratura, trasforma la scena in un’immagine più distante.

La modella Bianca Balti, sul palco accanto a Carlo Conti per questa serata sceglie una linea chiara: parla di resilienza senza trasformarla in confessione. Dice di voler essere lì per godersela, anche per chi ha attraversato la malattia, e resta fedele a questa idea. Con lei, Alessandro Siani, annunciato come Mister X, entra nel meccanismo con il suo repertorio: battute su Napoli, sui Jalisse, su Morgan e Bugo, il dialogo continuo con Carlo Conti che gli fa da spalla. È un tipo di comicità che appartiene alla tradizione del varietà televisivo e che qui serve a tenere il tono leggero, a creare pause tra un duetto e l’altro

Ci sono poi dettagli che restano sullo sfondo ma non passano inosservati: J-Ax con la spilla della pace appuntata alla giacca. Fiorella Mannoia con quella per la Palestina. Vincenzo Schettini, insegnante e divulgatore noto per il progetto La fisica che ci piace, viene chiamato a parlare di dipendenze giovanili e uso dei social. Porta il suo tono diretto, da professore abituato a spiegare ai ragazzi, dentro i tempi stretti del Festival.

Intanto la musica fa il suo giro senza troppi proclami: Sayf con Alex Britti e Mario Biondi tengono Hit the Road Jack in equilibrio, Arisa con il Coro del Teatro Regio riporta Quello che le donne non dicono alla sua dimensione più piena, Le Bambole di Pezza con Cristina D’Avena trasformano Occhi di gatto in un coro collettivo, e Dargen D’Amico con Pupo e Bosso si divertono a mischiare mondi che, sulla carta, non dovrebbero stare insieme.

La serata delle cover è una parentesi dentro la gara, quella in cui il resto – polemiche, slogan, retorica – passa in secondo piano.

Immagine di Monica Straniero

Monica Straniero

Monica Straniero è una giornalista e collabora con testate italiane e internazionali. Si occupa di cultura pop, storie urbane e immaginari contemporanei.

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