L’MTA vorrebbe integrare l’IA nel sistema di videosorveglianza

Servirebbe ad identificare armi e pericoli, permettendo al personale di intervenire tempestivamente durante le emergenze

Sono anni di grandi trasformazioni per la Metropolitan Transportation Authority, l’ente che gestisce metropolitana, autobus e linee ferroviarie dell’area di New York. Con il superamento progressivo della MetroCard, introdotta negli anni Novanta, e la diffusione del sistema contactless OMNY – attivo su tutta la rete dal 2023 – si è segnato il passaggio al modello “tap-and-go”, mentre nelle stazioni sono stati installati nuovi tornelli automatici, progettati per ridurre l’evasione tariffaria e integrarsi con i sistemi digitali di accesso.

Allo stesso tempo, i convogli più recenti sono dotati di monitoraggio in tempo reale e sistemi di comunicazione più avanzati, mentre il controllo della circolazione si basa sempre sul Communications-Based Train Control (CBTC), un sistema di controllo dei treni basato su comunicazioni radio continue tra convoglio e infrastruttura già testato sulla linea L e progressivamente esteso ad altri tratti. L’MTA vorrebbe aumentare frequenza, affidabilità e sicurezza, calcolando che opera su una rete comprendente 472 stazioni ed in grado di trasportare, nei giorni feriali, diversi milioni di passeggeri.

Tra le nuove frontiere tecnologiche rientra anche l’esplorazione dell’intelligenza artificiale per il monitoraggio della sicurezza. A dicembre, secondo quanto riportato da The City, la MTA ha pubblicato una richiesta di informazioni rivolta alle aziende tecnologiche per valutare soluzioni di IA “scalabili” in grado di analizzare in tempo reale i flussi video delle telecamere presenti nel sistema. L’idea è quella di sviluppare un’infrastruttura capace di individuare armi, oggetti incustoditi e situazioni potenzialmente pericolose per la folla, segnalando automaticamente le anomalie agli operatori umani.

Per capire la dimensione dell’intervento, basta sapere che la metropolitana di New York dispone di oltre 15.000 telecamere distribuite nelle stazioni, oltre a dispositivi installati su treni e banchine. Finora il controllo è stato in larga parte manuale e non è particolarmente in grado di “prevenire” un evento: il personale analizza i filmati per ricostruire incidenti o individuare comportamenti sospetti, ma un sistema automatizzato consentirebbe un monitoraggio continuo e proattivo, riducendo i tempi di intervento in caso di emergenza. La MTA ha precisato che la richiesta riguarda strumenti di sicurezza pubblica e non sistemi di riconoscimento facciale, che infatti non sono presenti nella richiesta di informazioni lanciata dall’MTA.

Sulla parte “sicurezza”, però, la città ha già un precedente recente che viene usato come metro di paragone dai critici: il test dei metal detector/weapon scanners “AI-powered” voluto nel 2024 dall’amministrazione Adams e dalla NYPD, durato circa un mese in 20 stazioni e con oltre 3.000 controlli, portò al ritrovamento di 12 coltelli, nessuna arma da fuoco e più di cento falsi positivi (ombrelli e oggetti comuni inclusi). Per avvocati e associazioni – Legal Aid e Surveillance Technology Oversight Project su tutti -, il punto non è solo se l’AI “funziona”, ma cosa succede quando sbaglia, perché l’errore ricade sulle persone e può innescare interventi di polizia e controlli su comportamenti definiti “insoliti” da modelli opachi.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Francesco Caroli, nato a Taranto, ha iniziato a scrivere di musica e cultura per blog e testate online nel 2017. È autore per le riviste cartacee musicali L'Olifante e SMMAG! e caporedattore per IlNewyorkese. Nel 2023 ha pubblicato il saggio "Il mutamento delle subculture, dai teddy boy alla scena trap" per la casa editrice milanese Meltemi.

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