Mentre l’attenzione internazionale si concentra sui Giochi invernali di Milano Cortina 2026, a New York cresce l’interesse per le destinazioni del nord-est degli Stati Uniti legate alla neve e agli sport invernali. È un modo per replicare l’atmosfera delle competizioni olimpioniche, con brevi viaggi verso località che, per storia o paesaggio, richiamano alcune delle sedi olimpiche italiane. Capita spesso che i grandi eventi sportivi influenzino le scelte turistiche, anche quando si svolgono a migliaia di chilometri di distanza.
I Giochi del 2026 saranno distribuiti su un territorio ampio, con gare ospitate in più città e vallate, dalle aree urbane lombarde alle località alpine più isolate. Una struttura che, in scala diversa, ricorda la geografia dello Stato di New York, dove le identità locali cambiano rapidamente nel raggio di poche ore d’auto. Per molti residenti, l’idea è quindi quella di “vivere le Olimpiadi” spostandosi tra l’Adirondack Park, le Catskills e la Hudson Valley, cercando esperienze che richiamino le diverse anime delle Dolomiti.
Il parallelo più immediato è quello tra Cortina d’Ampezzo e Lake Placid. La località veneta, che ha già ospitato i Giochi nel 1956 e che nel 2026 accoglierà gare di sci alpino e slittino, è spesso associata a un’idea di eleganza montana e tradizione olimpica. Lake Placid è l’unico centro statunitense ad aver ospitato due Olimpiadi invernali, nel 1932 e nel 1980, e conserva ancora oggi infrastrutture sportive attive come il complesso del Mount Van Hoevenberg, dove è possibile provare il bob e lo skeleton.


Un’altra analogia frequente è quella tra Livigno, sede delle competizioni di freestyle e snowboard nel 2026, e l’area di Hunter Mountain con i centri vicini come Tannersville. Livigno è nota per il suo status duty-free e per una scena après-ski molto vivace; Hunter Mountain, una delle stazioni sciistiche più frequentate dello Stato, ospita regolarmente eventi e snowpark che attirano un pubblico giovane, soprattutto nei fine settimana. Secondo i dati dell’ente turistico locale, Hunter supera spesso le 300 mila presenze stagionali, numeri che la rendono un riferimento per lo sci nelle Catskills.
Il tema del benessere, centrale in alcune sedi italiane, trova un corrispettivo anche nello Stato di New York. Bormio combina una delle piste più tecniche della Coppa del Mondo, lo Stelvio, con un sistema termale di origine romana. Un ruolo simile nella zona di New York è svolto da Saratoga Springs, storica città termale famosa per le sue acque minerali e per l’architettura ottocentesca. Le Roosevelt Baths & Spa rappresentano un esempio di come il turismo legato alla salute continui a essere un fattore di attrazione anche nei mesi invernali.
Più defilato ma centrale nel programma olimpico è Anterselva, riferimento internazionale per il biathlon. Il confronto, in questo caso, è con Saranac Lake, cittadina meno esposta mediaticamente rispetto a Lake Placid ma molto legata alle tradizioni invernali locali. Nel febbraio 2026, durante i Giochi, a Saranac Lake si svolgerà il Winter Carnival, evento storico che include la costruzione di un palazzo di ghiaccio e che attira ogni anno migliaia di visitatori. Le piste di fondo del Dewey Mountain sono tra le più utilizzate della zona, soprattutto da chi cerca un’esperienza più tranquilla e meno commerciale.
Infine, il confronto urbano: Milano, che nel 2026 ospiterà hockey su ghiaccio e pattinaggio artistico, è spesso raccontata come capitale di moda, design e ristorazione. Un ruolo simile, in scala ridotta, è attribuito a Hudson, centro della Hudson Valley noto per gallerie, antiquariato e una scena gastronomica in crescita. La concentrazione di boutique lungo Warren Street e la presenza di hotel di design come The Maker Hotel hanno contribuito a costruire l’immagine di Hudson come destinazione culturale, soprattutto nei fine settimana invernali.
L’idea che emerge è che l’effetto Olimpiadi non si limiti ai luoghi che ospitano le gare. Anche a New York, l’evento funziona come catalizzatore di viaggi brevi e di un immaginario alpino che, per molti, può essere soddisfatto senza attraversare l’Atlantico. Le Dolomiti restano il centro simbolico dei Giochi del 2026, ma per una parte dei newyorkesi l’inverno olimpico passerà anche per strade, piste e città già note, a poche ore di distanza da casa.




