A New York è scattato il Codice Blu per il freddo estremo

È una procedura di emergenza che scatta quando le temperature scendono sotto lo zero e consente l’accesso immediato ai rifugi, rafforzando l’assistenza alle persone più esposte al rischio del gelo

New York City sta attraversando una fase di freddo estremo che le autorità definiscono la più pericolosa dell’ultimo decennio. Con una temperatura percepita che ha toccato i –23 gradi e lo stato di emergenza attivo a livello statale, il New York City Department of Social Services ha attivato l’allarme Codice Blu in tutti e cinque i distretti. Si tratta di una procedura automatica che scatta quando le previsioni indicano temperature pari o inferiori allo zero, considerando anche il wind chill, nella fascia oraria notturna tra le 16 e le 8.

Il Codice Blu è un dispositivo operativo che modifica il funzionamento dei servizi di assistenza. Durante la sua attivazione, nessuna persona che chiede un riparo può essere respinta dai rifugi cittadini, l’accesso non può essere sospeso e viene consentito l’ingresso anche senza le consuete procedure di registrazione. La città rafforza inoltre i pattugliamenti delle unità di outreach e apre centri di accoglienza temporanei riscaldati in tutti i distretti, dal Bronx a Staten Island. Le segnalazioni al numero 311 relative a persone esposte al freddo vengono inoltrate direttamente al 911, per ridurre i tempi di intervento dei soccorritori.

L’allerta è stata attivata in risposta a un’ondata di aria artica particolarmente intensa e prolungata. Negli ultimi giorni una tempesta invernale ha scaricato fino a 30 centimetri di neve in alcune aree della città e le previsioni indicano il rischio di ulteriori nevicate e formazione di ghiaccio, soprattutto durante le ore notturne. In queste condizioni, la pelle esposta può congelare in pochi minuti e aumentano anche i rischi indiretti legati al freddo, come il gelo delle tubature e la formazione di brina su ponti e cavalcavia, con possibili ripercussioni sulla viabilità.

Le categorie più esposte restano le persone senza fissa dimora, ma il Codice Blu riguarda anche anziani sopra i 65 anni, neonati e bambini piccoli, persone con patologie croniche – in particolare cardiache e polmonari – e chi vive in abitazioni con riscaldamento insufficiente o senza adeguati indumenti invernali. Dal punto di vista sanitario, il freddo estremo è associato a un aumento dei casi di ipotermia, congelamento e piede da trincea, oltre a un maggiore stress per il sistema cardiovascolare: la vasocostrizione indotta dalle basse temperature può favorire infarti e ictus, mentre l’aria fredda e secca peggiora i disturbi respiratori.

Le autorità cittadine invitano i residenti a limitare il tempo all’aperto, coprire tutta la pelle esposta e vestirsi a strati, utilizzando scarpe isolate, guanti e cappello. In casa, la temperatura dovrebbe restare tra i 18 e i 24 gradi, con una soglia più alta per anziani, bambini e persone fragili. Viene sconsigliato lo sforzo fisico intenso all’esterno, come spalare la neve, a chi soffre di problemi cardiaci o di pressione. Chi ha difficoltà a sostenere i costi del riscaldamento può rivolgersi a programmi statali come l’HEAP o il Weatherization Assistance Program, mentre per individuare il centro di accoglienza più vicino è possibile contattare il 311.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Francesco Caroli, nato a Taranto, ha iniziato a scrivere di musica e cultura per blog e testate online nel 2017. È autore per le riviste cartacee musicali L'Olifante e SMMAG! e caporedattore per IlNewyorkese. Nel 2023 ha pubblicato il saggio "Il mutamento delle subculture, dai teddy boy alla scena trap" per la casa editrice milanese Meltemi.

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