The Beauty, il cast a Roma per la nuova serie FX targata Disney+

The Beauty è la nuova serie thriller internazionale di FX ideata da Ryan Murphy e in uscita dal 22 gennaio su Disney+ con Evan Peters, Rebecca Hall, Ashton Kutcher, Anthony Ramos e Jeremy Pope

La bellezza non è mai stata innocente, ma oggi è diventata sistematica. Non è più un attributo individuale né un accidente felice: è una richiesta implicita, un linguaggio condiviso, una pressione costante che agisce prima ancora della volontà personale. The Beauty, nuova serie thriller internazionale di FX ideata da Ryan Murphy e in uscita dal 22 gennaio su Disney+, nasce dentro questo scenario e lo osserva senza allegorie rassicuranti e senza metafore consolatorie. Non cerca spiegazioni morali: dispone gli elementi, li mette in tensione e lascia che siano le conseguenze a emergere.

In occasione della presentazione a Roma della serie, Evan Peters, Anthony Ramos, Jeremy Pope, Ashton Kutcher e Rebecca Hall hanno riportato il discorso sulla bellezza su un piano concreto, lontano da ogni astrazione teorica, parlando di corpi reali, esperienze personali e aspettative interiorizzate molto prima di diventare materia narrativa.

The Beauty prende avvio da una serie di morti misteriose nel mondo dell’alta moda, apparentemente inspiegabili, che conducono a una scoperta inquietante: l’esistenza di una sostanza capace di rendere i corpi perfetti, a un prezzo che non è immediatamente visibile. È su questa soglia — tra promessa e conseguenza — che si muovono i personaggi, tutti coinvolti, a diverso titolo, in un sistema che trasforma la bellezza in valore assoluto.

Rebecca Hall, che nella serie interpreta un’agente federale incaricata di indagare su questo meccanismo, porta subito il discorso fuori dal terreno dell’astrazione. Racconta di denti “sbagliati”, di imperfezioni considerate correggibili per dovere professionale, di un’industria capace di mascherare l’imposizione sotto forma di consiglio, di come l’imperfezione venga tollerata solo finché resta giovane. Il tempo, soprattutto sul corpo delle donne, non è mai neutro: è una colpa che si manifesta lentamente. Non serve il sangue per evocare l’orrore. Basta l’idea di diventare obsolete. In questo senso The Beauty intercetta una paura antica e la rende contemporanea: l’ansia di essere superate da una versione più nuova, più liscia, più commerciabile di sé.

Ashton Kutcher incarna invece il volto del potere economico e tecnologico che rende possibile la diffusione della sostanza. Nelle sue parole la bellezza appare come una forma di capitale silenzioso, una condizione che rende il mondo più indulgente senza mai dichiararsi apertamente. “Non la scegli, ti capita, ed è proprio questa apparente naturalità a renderla difficile da riconoscere”. Kutcher parla di ricchezza, di leggerezza, di una distanza minima dai problemi reali, ma anche della fragilità di quella distanza, destinata a dissolversi nel momento in cui la bellezza smette di funzionare. E quando accade, non restano istruzioni.

Anthony Ramos e Jeremy Pope danno corpo a personaggi che attraversano la bellezza da una posizione diversa, più instabile. La vivono come promessa di riscatto, come possibilità di esistere altrimenti. Parlano di movimento, di corpi allenati e spinti, ma anche di una ricerca di senso che precede la forma ideale. 

Evan Peters, che nella serie guida l’indagine e ne assorbe progressivamente le implicazioni morali, allarga infine il discorso a una dimensione più ampia. Non generazionale, ma umana. Parla di percezione, di come ci vediamo e di come veniamo visti, e di quanto queste due immagini raramente coincidano. La bellezza, osserva, produce aspettative, e le aspettative diventano narrazioni. Spesso imprecise e definitive. In questo senso The Beauty non racconta la trasformazione come miracolo, ma come rischio. Ogni cambiamento comporta effetti collaterali, anche quando è socialmente approvato.

In The Beauty la perfezione promessa non ha nulla di utopico, perché assume una forma amministrativa, efficiente, riproducibile. È proprio questa sua normalità a renderla inquietante: non si presenta come un trauma, ma come un servizio. E quando la bellezza assume questa forma, non è più un ideale da inseguire, ma un parametro che decide chi resta e chi viene superato. Non è forse questo, oggi, il vero orrore?

The Beauty — Pictured:
Evan Peters as Cooper Madsen, Rebecca Hall as Jordan Bennett. CR: Philippe Antonello/FX
Immagine di Monica Straniero

Monica Straniero

Monica Straniero è una giornalista e collabora con testate italiane e internazionali. Si occupa di cultura pop, storie urbane e immaginari contemporanei

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