È la fine dei grandi magazzini di lusso?

Saks Global, il gruppo cui fanno capo i principali e più importanti grandi magazzini americani, ha dichiarato il fallimento: siamo davanti alla fine di un'era

Martedì Saks Global ha presentato istanza di fallimento negli Stati Uniti. È il più grande gruppo della vendita al dettaglio di beni di lusso ad aver dichiarato bancarotta dall’inizio della pandemia, con passività verso i fornitori che arrivano a diversi miliardi di dollari. La procedura avviata non implica la liquidazione immediata delle attività, ma certifica l’incapacità del gruppo di sostenere l’attuale struttura del debito senza una ristrutturazione.

Saks Global era stata creata alla fine del 2024 dall’unione delle storiche catene Saks Fifth Avenue e Saks Off 5th con le concorrenti Neiman Marcus e Bergdorf Goodman, acquisite per 2,7 miliardi di dollari. L’operazione era stata fortemente voluta dall’amministratore delegato e presidente esecutivo Richard Baker, che puntava a creare un polo unico del lusso statunitense in grado di competere con i grandi gruppi internazionali. Dopo la dichiarazione di fallimento Baker è stato estromesso e sostituito da Geoffroy van Raemdonck, ex amministratore delegato di Neiman Marcus.

Il ricorso alla bancarotta è il culmine di una crisi che il settore dei grandi magazzini attraversa da anni e che l’operazione di consolidamento non è riuscita a risolvere. Saks aveva provato a risolvere la crisi con diverse fusioni e acquisti di altre catene, nel tentativo di ridurre i costi, aumentare il potere contrattuale con i marchi e razionalizzare la rete dei negozi. I risultati, però, non hanno compensato il peso dei debiti e il calo strutturale delle vendite nei punti fisici.

Alla base della crisi c’è soprattutto un cambiamento profondo nelle abitudini di consumo. Negli ultimi dieci anni l’e-commerce ha sottratto quote di mercato crescenti ai negozi tradizionali, un processo accelerato dalla pandemia del 2020. Parallelamente, molti clienti del lusso hanno iniziato a comprare direttamente dai brand – come Louis Vuitton, Gucci o Prada – attraverso boutique monomarca e piattaforme online proprietarie, riducendo il ruolo dei grandi magazzini a quello di intermediari sempre più facilmente aggirabili.

L’istanza di fallimento non comporta la chiusura immediata delle attività: Saks Global ha comunicato di aver ottenuto un finanziamento da 1,75 miliardi di dollari da un gruppo di investitori per continuare a operare durante la ristrutturazione. Nei prossimi mesi i negozi dovrebbero rimanere aperti, con la possibilità di forti sconti per smaltire le scorte e generare liquidità.

La crisi di Saks Global ha anche un valore simbolico per la storia del commercio americano. Saks Fifth Avenue nacque nel 1867 come negozio di abbigliamento maschile e nel 1924 si stabilì sulla Fifth Avenue di New York, contribuendo a trasformare quella zona in uno dei principali distretti commerciali di lusso del paese. Bergdorf Goodman, fondato come sartoria femminile a fine Ottocento, è diventato nel tempo un’attrazione turistica grazie all’architettura monumentale del suo edificio e alle celebri vetrine natalizie, oltre a essere spesso citato nel cinema e nella televisione. Neiman Marcus, nato a Dallas nel 1907, ha invece costruito il proprio mito soprattutto negli Stati occidentali, anche grazie al “Christmas Book”, il catalogo natalizio noto per i regali volutamente eccessivi, come jet privati o oggetti da collezione fuori scala.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Francesco Caroli, nato a Taranto, ha iniziato a scrivere di musica e cultura per blog e testate online nel 2017. È autore per le riviste cartacee musicali L'Olifante e SMMAG! e caporedattore per IlNewyorkese. Nel 2023 ha pubblicato il saggio "Il mutamento delle subculture, dai teddy boy alla scena trap" per la casa editrice milanese Meltemi.

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