Zohran Mamdani ha iniziato il suo mandato da sindaco di New York con una serie di ordini esecutivi che segnano un’evidente rottura rispetto alla gestione del suo predecessore, l’ex sindaco Eric Adams. Questo è evidente soprattutto su due fronti, che da anni, hanno attirato diverse critiche sula rispettiva gestione: il sistema dei rifugi per senzatetto e le condizioni nelle carceri di New York, con particolare attenzione a Rikers Island. Nella sua prima settimana in carica, Mamdani ha scelto di intervenire su questi temi citando una vera e propria situazione di emergenza e chiedendo all’amministrazione di rientrare gradualmente nella “legalità”.
Il primo ordine esecutivo proroga formalmente lo stato di emergenza che dal 2021 consente di sospendere alcune norme sulle condizioni di detenzione nelle carceri di New York, comprese quelle stabilite dal Board of Correction su igiene, sovraffollamento e tempo trascorso in cella. Allo stesso tempo, però, l’ordine impone alla città di presentare entro 45 giorni un piano per tornare a rispettare quelle regole. «Il rifiuto della precedente amministrazione di adempiere ai propri obblighi legali a Rikers ha prodotto condizioni gravi che richiederanno tempo per essere risolte», ha dichiarato Mamdani in una nota ufficiale.
Lo stato di emergenza che governa oggi le carceri newyorkesi era stato introdotto sotto il sindaco Bill de Blasio e rinnovato più volte anche da Adams, nel tentativo di gestire una situazione ormai cronica. Dal 2015, infatti, il sistema carcerario della città è sottoposto a supervisione federale in seguito a una class action che denunciava violenze diffuse e uso eccessivo della forza. I rapporti periodici del monitor nominato dal tribunale hanno continuato negli anni a descrivere gravi criticità, culminate nel 2024 quando la giudice federale Laura Taylor Swain ha dichiarato la città in violazione degli ordini giudiziari e ha di fatto sottratto Rikers Island al controllo diretto del Comune.
All’inizio di dicembre Rikers ospitava circa 7.000 detenuti, secondo i numeri ufficiali della città. Nel 2025 sono morte 14 persone mentre erano in custodia o subito dopo il rilascio, contro le cinque dell’anno precedente, come rilevato dall’ufficio del comptroller. L’amministrazione Mamdani ha chiarito che l’intento è quello di «fermare l’ulteriore deterioramento delle condizioni», come ha spiegato Steven Banks, ex direttore della Legal Aid Society e attualmente a capo dell’ufficio legale della città.
Tra le direttive dell’amministrazione vi è anche l’attuazione di una legge cittadina approvata nel 2023 che vieta l’uso dell’isolamento nelle carceri municipali. La norma era stata di fatto congelata dall’amministrazione Adams attraverso la dichiarazione dello stato di emergenza. Organizzazioni per i diritti dei detenuti e avvocati la considerano un passaggio centrale, citando studi e prese di posizione delle Nazioni Unite che definiscono l’isolamento prolungato una forma di tortura in grado di aumentare il tasso di autolesionismo e suicidio. I sindacati degli agenti penitenziari restano però contrari: secondo il loro presidente, Benny Boscio, la possibilità di isolare detenuti violenti è essenziale per garantire la sicurezza di personale e altri reclusi.
Il secondo ordine esecutivo firmato da Mamdani riguarda invece il sistema dei rifugi cittadini e interviene sulle misure adottate a partire dalla fine del 2022 dall’allora sindaco Adams, quando l’arrivo di decine di migliaia di migranti aveva messo sotto forte pressione il diritto al ricovero, un obbligo legale che a New York impone di offrire un posto letto a chiunque lo richieda. Per far fronte all’emergenza, l’amministrazione aveva sospeso una serie di norme sanitarie, edilizie e urbanistiche, comprese quelle che fissano limiti di capienza per i rifugi per adulti o che impongono la presenza di cucine nei rifugi destinati alle famiglie con bambini.
Con il nuovo ordine, Mamdani chiede ai funzionari di predisporre entro 45 giorni un piano per riportare i rifugi gestiti dal Comune in conformità con quelle regole. Entro il 19 febbraio l’amministrazione dovrà inoltre indicare come intende eliminare gradualmente le strutture che hanno potuto operare solo grazie alla sospensione delle norme. La scelta è sostenuta da organizzazioni come Legal Aid Society e Coalition for the Homeless, che hanno sottolineato come il calo degli arrivi renda oggi «non più appropriato né necessario» il ricorso a un quadro emergenziale.




