Federica Brignone ha riscritto la storia dello sci alpino italiano e l’ha fatto davanti al pubblico di casa. A Milano Cortina 2026 la campionessa valdostana ha conquistato anche la medaglia d’oro nello slalom gigante, firmando una doppietta olimpica senza precedenti per un’atleta azzurra.
Il trionfo di domenica, arrivato con un’altra prestazione monumentale, ha consacrato definitivamente la “Tigre di La Salle” tra le grandi leggende dei Giochi Invernali e le ha di fatto consegnato il titolo di regina delle olimpiadi italiane.
Era dai tempi di Deborah Compagnoni a Nagano 1998 che un’italiana non saliva sul gradino più alto del podio olimpico nel gigante: Brignone ha interrotto un’attesa lunga quasi trent’anni e l’ha fatto nel modo più significativo possibile: dominando una gara carica di tensione, aspettative e significati, sul tracciato del Tofane Alpine Skiing Centre.
La sua prova è stata il manifesto di un’Olimpiade straordinaria. Precisione, coraggio, intelligenza tattica e una condizione mentale fuori dal comune: Brignone ha costruito il successo curva dopo curva, dimostrando di essere non solo tornata dopo il grave infortunio della scorsa primavera, ma di aver raggiunto un livello forse mai così alto in carriera.

La leggenda azzurra Deborah Compagnini è sicura: “Dopo l’infortunio Brignone è persino migliorata…”.
Più forte del dolore, più forte dei dubbi, più forte della pressione di gareggiare in casa.
Con questo oro, Federica Brignone è diventata la prima italiana di sempre a vincere due titoli olimpici nella stessa edizione dei Giochi Invernali. Un risultato che certifica la grandezza di un’atleta capace di eccellere in discipline diverse, mantenendo continuità e lucidità nel momento più difficile.
Il pubblico delle Tofane ha accompagnato l’ultima discesa con un’attesa quasi irreale, esplodendo alla fine in un boato liberatorio.
È l’immagine simbolo di Milano Cortina 2026: un’Olimpiade italiana che parla italiano e che trova in Brignone la sua regina assoluta.
La Tigre ha ruggito ancora, e a farle da eco c’è stato il ruggito d’orgoglio di un’intera nazione.




