Prima del Gasp l’Atalanta era abituata a lottare e soffrire, facendo la spola tra la Serie A e la Serie B.
Un decennio con l’attuale allenatore giallorosso alla guida del club bergamasco ha cambiato radicalmente la storia e le prospettive della Dea, che si è collocata stabilmente al vertice del calcio italiano e ha anche alzato il primo trofeo internazionale della sua storia, vincendo l’Europa League nel 2024.
Il ritorno di Gian Piero Gasperini nella “sua” Bergamo non può che essere la storia di copertina della 18ma giornata di Serie A, così come il ritorno di De Rossi a Roma lo è stato per la 17ma.
Ci sono ovviamente delle sostanziali differenze tra le due storie, entrambe estremamente significative, con risvolti umani e professionali.
De Rossi non avrebbe mai lasciato la sua Roma, tanto per iniziare, mentre Gasperini ha voluto cambiare aria cercando nuovi stimoli proprio nella capitale.
Proprio da questa differenza nasce la grande domanda della vigilia: se De Rossi, come era ampiamente prevedibile, è stato accolto all’Olimpico come un figlio di Roma, con tutti i doverosi onori del caso, come verrà accolto Gasperini dal popolo bergamasco, che l’aveva eletto a condottiero intoccabile, gli aveva chiesto di restare in coda alla scorsa stagione e invece l’ha visto andare via, per giunta per sposare la causa di un club storicamente inviso?
Il Gasp ha dichiarato in conferenza stampa di non aspettarsi celebrazioni, e probabilmente è stato il più lucido nel leggere la situazione, forte della sua conoscenza del popolo atalantino.
Sarebbe, tuttavia, un gran peccato vederlo fischiato da quella gente che lui ha portato, sportivamente parlando, dove non avrebbe mai neanche sognato di essere.
L’Atalanta senza Gasperini ha faticato molto in avvio di stagione, anche a causa della poco lungimirante scelta del suo sostituto, ricaduta su quel Juric che non ne imbrocca proprio una da due anni a questa parte.
Con Palladino le cose vanno meglio ma la Dea non è ancora decollata: il sogno, ovviamente, è di farlo con l’anno nuovo, partendo proprio dal match amarcord contro l’ex allenatore.
La 18ma giornata di campionato propone anche altre due sfide che si preannunciano equilibrate e interessanti, per tanti risvolti che si portano dietro.
Con Insigne in dirittura d’arrivo a Formello, la sfida di domenica all’ora di pranzo tra Lazio e Napoli perde, per poche ore, la possibilità di scrivere una storia incredibile e suggestiva allo stesso tempo: quella dell’ex capitano e simbolo dei partenopei, volato in America giusto in tempo per vedere il suo Napoli vincere due scudetti in tre anni, affrontare proprio il Napoli il giorno del suo ritorno in Serie A.
Immaginiamo che nessuno dei protagonisti si sia strappato i capelli per questa storia mancata, a partire dallo stesso Insigne che, certamente, gradisce tornare in pista in un altro contesto e, soprattutto, contro un’altra avversaria.
Altra sfida di cartello sarà, domenica sera, Inter-Bologna: la squadra di Chivu, che a Bologna ha perso, sotto la guida tecnica di Inzaghi, ben due scudetti (ma stavolta si giocherà al Meazza) cerca una pronta rivincita dopo la recente sconfitta nella semifinale di Supercoppa italiana a Riyad.




