Non fa più notizia la vittoria “di corto muso” del Milan di Allegri, imbattuto da 16 partite consecutive di campionato e oramai pienamente ridisegnato, nella sua solidità, a immagine e somiglianza del suo tecnico.
Non fa più notizia, e invece dovrebbe farla eccome, la difficoltà offensiva dei numeri nove della Juventus: da Vlahovic a David i bianconeri stanno consolidando una tradizione recente di presunti campioni mandati al macero in breve termine e senza appello…o dopo troppi appelli (o possibilità), a seconda di come la si voglia vedere.
Il rigore di David contro il Lecce è il manifesto programmatico del “vorrei ma non posso”: quando un attaccante entra in una spirale simile, nella quale prova ad essere quello che è stato sempre stato (e David è sempre stato un grandissimo bomber) restando invece sempre al palo, forse è giunto davvero il momento di cambiare aria…
Non fa più notizia il trend pessimo della Roma negli scontri diretti in chiave Champions League: anche a Bergamo è arrivata una sconfitta, dopo quelle con Inter, Milan, Napoli e Juventus. Quando si alza l’asticella la Roma perde, questo oramai è un fatto.
L’Atalanta degli ultimi anni, a dispetto della situazione di classifica deficitaria di questo momento storico (ma diciamo che scegliere Juric a inizio stagione non ha aiutato…) è una squadra pienamente inserita nella lotta Champions e per valori assoluti è da considerarsi superiore, soprattutto quando gioca in casa, a Bologna e Como, citate non a caso perché sono le due squadre avanti ai bergamaschi in classifica che la Roma a battuto, in casa propria.
Rimanendo al match di Bergamo, non fa più notizia (purtroppo) anche la mesta deriva del Var, presentato in pompa magna come “La Soluzione” definitiva a tutte le ingiustizie e trasformato, in pochi anni, nella sagra dell’interpretazione cervellotica e delle polemiche raddoppiate, perché un errore di campo si può anche accettare ma una mancata correzione da parte degli assistenti preposti davanti ad un monitor no.
Gasperini a fine gara ha tuonato per il gol convalidato a Scalvini e ha ragione da vendere, perché di irregolarità ce ne sono due, e piuttosto evidenti, entrambe incredibilmente sfuggite al Grande Fratello del Var: Scalvini commette un evidente fallo su Svilar e, soprattutto, sullo slancio tocca il pallone con un braccio accompagnandolo in rete.
Il mancato intervento del Var in occasione del gol convalidato dell’Atalanta rappresenta uno dei più chiari ed evidenti errori commessi in questa stagione: la domanda è chi controlla (e sanziona) il controllante?
Teoricamente il designatore arbitrale, che tuttavia viene dato per uscente, quindi de facto depotenziato nella forma e nella sostanza agli occhi degli uomini che dirige.
Non fa più notizia l’Inter, che continua a vincere trascinata da capitan Lautaro Martinez, unico giocatore ad aver toccato la doppia cifra all’alba della fine del girone d’andata, con una partita in meno per giunta.
I nerazzurri hanno reagito alla cocente sconfitta nel derby del 23 novembre inanellando una serie (aperta) di 5 vittorie consecutive in Serie A e sono per questo la squadra più in forma del momento, grazie soprattutto alle reti del proprio capitano, che è decisamente on fire.
Non fa più notizia il nervosismo cronico in casa Lazio, con la squadra di Sarri che continua a rimediare espulsioni in serie (due contro il Napoli), con capitan Zaccagni che, graziato dall’arbitro dopo reiterate proteste, viene sostituito per disperazione dal tecnico.
Rimanendo alla sfida dell’Olimpico non fa più notizia neanche la solidità del Napoli di Conte, completamente trasformato rispetto a quello di due mesi fa.
Non fa più notizia che la lotta scudetto, oramai, sia affare a tre tra le milanesi e il Napoli campione in carica: ogni giornata di campionato il gap con le inseguitrici aumenta e, considerando la partita in meno per l’impegno in Supercoppa, il solco sembra oramai definitivamente segnato.




