Il calcio è strano

È una Serie A nella quale può succedere di tutto, ogni turno di campionato. L’unica certezza sembra essere la fuga dell’Inter.

C’è una frase diventata iconica, pronunciata anni fa dal popolare giornalista sportivo di Sky Sport Italia Fabio Caressa e diventata ricorrente non solo per lui ma per tutti gli appassionati di calcio italiani: il calcio è strano. Quella frase fotografa a pieno le ultime giornate della nostra Serie A, nelle quali abbiamo imparato a capire che tutto può succedere, anche l’impronosticabile.

Può succedere che il Cagliari, strapazzato dal Genoa di De Rossi lunedì sera, fermi la corsa della lanciatissima Juventus di Spalletti appena cinque giorni dopo quel tonfo.

Certo la partita di Cagliari è stata essa stessa il manifesto programmatico della meravigliosa e imponderabile “stranezza” di questo sport, con i bianconeri che hanno tenuto costantemente il pallino del gioco (quasi l’80% di possesso palla!) senza mai riuscire a segnare e i padroni di casa che hanno capitalizzato l’unica occasione creata in tutta la gara.

Può succedere che il Napoli di Conte continui a collezionare infortuni come fossero preziosi quadri d’autore (gli ultimi della lunghissima lista Rrahmani e Politano) e fatichi, comprensibilmente, contro tutte. L’ultima partita, in casa con il Sassuolo, è stata emblematica del momento dei partenopei, con alcuni giocatori che, a fine gara, non stavano letteralmente in piedi: il primo pensiero va a Mc Tominay, che ha tirato la carretta nell’ultimo periodo insieme ai pochi intimi “superstiti”.

Può succedere che il Bologna cada in casa contro la Fiorentina, uscendo sul più bello dal radar della zona europea, con una sola vittoria (nel recupero contro il Verona, ultimo in classifica) nelle ultime 9 partite di Serie A giocate.

Il calcio è così strano che, a volte, basta un solo innesto giusto per oliare e rendere performanti dei meccanismi che sembravano irrimediabilmente fallati. Basti pensare alla Roma e a quanto l’innesto di Malen abbia migliorato i meccanismi della squadra dalla cintola in su e la sua fluidità (e pericolosità) offensiva.

Nella prima uscita in maglia romanista, schierato subito titolare da Gasperini, l’olandese ha mostrato a Torino tutte le proprie caratteristiche migliori: dinamismo, capacità di connettersi con i compagni, capacità di girarsi in un fazzoletto guardando e puntando subito la porta, senso del gol. Con una prima punta così anche Dybala ha mostrato il meglio di sé, chiudendo la gara con un gol e un assist.

In questo nostro amato calcio, nel quale può succedere di tutto, l’Inter sembra essere diventata l’unica certezza: la squadra di Chivu, solida e letale, vince sempre con le medio-piccole, mentre le competitor continuano a perdere punti per strada. Così facendo, Chivu ha già messo una seria ipoteca sulla conquista del titolo, lanciando una volata che, già dalla prossima giornata, potrebbe diventare decisiva.

Il prossimo turno, infatti,  con Juventus-Napoli e Roma-Milan, potrebbe già segnare lo strappo definitivo dei nerazzurri, che ospiteranno venerdì sera il Pisa.

Nel frattempo Cremonese-Verona e Lazio-Como chiuderanno, oggi, la 21ma giornata di serie A: la squadra di Fabregas, in caso di vittoria, andrebbe a meno due dalla Juventus, tenendo aperta una rincorsa europea avvincente.

Immagine di Guglielmo Timpano

Guglielmo Timpano

Laureato in Scienze Politiche. Giornalista freelance. Conduttore radiofonico. Presentatore televisivo. Appassionato di sport, storia e animali: per combinare tutti questi interessi, il sogno sarebbe seguire un torneo di calcio tra dinosauri.

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