Il recente annuncio di nuove tariffe doganali da parte del presidente Donald Trump ha scatenato un’ondata di vendite nel mercato azionario, colpendo duramente il settore tecnologico. Le cosiddette “tariffe del Giorno della Liberazione” prevedono imposte fino al 54% sulle importazioni cinesi, alimentando timori di una guerra commerciale globale e spingendo gli investitori a ritirarsi dai titoli tecnologici.
Apple ha subito una perdita di oltre 300 miliardi di dollari in capitalizzazione di mercato, a causa della sua significativa dipendenza dalla produzione in Cina e nel Sud-Est asiatico. Anche altre aziende tecnologiche di primo piano, come Amazon e Nvidia, hanno registrato cali significativi.
L’indice Nasdaq, fortemente orientato verso il settore tecnologico, è sceso del 5,8%, entrando in territorio di mercato orso dopo aver perso oltre il 20% dal suo picco recente. Questo declino riflette le crescenti preoccupazioni degli investitori riguardo all’impatto delle tariffe sulle catene di approvvigionamento globali e sui margini di profitto delle aziende tecnologiche.
Analisti del settore avvertono che queste tariffe potrebbero causare un aumento dei prezzi dell’elettronica per i consumatori statunitensi e una diminuzione degli utili delle aziende tecnologiche, potenzialmente spingendo l’economia verso la stagflazione o la recessione. La situazione rimane fluida, con i mercati globali in attesa di ulteriori sviluppi nelle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.