Prime Video rilascia Fallout, la serie tratta dal videogioco che ironizza sulla guerra atomica

Saranno i venti di guerra che soffiano in Europa, complice l’intervento americano (e intanto in Italia è appena sbarcata a Roma la mostra itinerante SenzAtomica che illustra i pericoli di un conflitto atomico). Sarà che i disaster movie continuano a fare tendenza, e che la serie di cui sto per parlarvi è tratta da un celeberrimo videogioco.

Fatto sta che c’è molta curiosità e attesa per Fallout, miniserie in 8 episodi che Prime Video rilascia a livello globale l’11 aprile, e che racconta con impagabile sarcasmo come potrebbe essersi ridotto il nostro mondo in un futuro post apocalittico all’indomani di un conflitto atomico.

Fallout, dicevamo, è ispirata all’omonima serie di videogiochi creata da Todd Howard e lanciata a fine anni Novanta, la quale partiva da un’iniziale ambientazione in stile anni Sessanta per portare il giocatore ad uscire dal proprio “Vault” o bunker antiatomico e affrontare le incognite del mondo esterno, ovvero ciò che restava di una California distrutta dalla guerra atomica. La serie a sua volta riprende quello stesso stile e plot, pur presentando storie e personaggi totalmente inediti.  

La narrazione comincia circa 200 anni dopo un fatale conflitto atomico nel lussuoso Vault 33, dove vive felicemente un gruppo di civilissimi discendenti dei sopravvissuti che sembra uscito da una soap anni Sessanta. La protagonista, Lucy (la interpreta Ella Purnell), è in attesa di conoscere il proprio futuro marito in arrivo da un Vault attiguo, ma qualcosa andrà parecchio storto, e la ragazza finirà a vagare tra le rovine di Los Angeles per cercare il padre (lui è Kyle McLachlan) che è stato rapito e portato in superficie. Il mondo che troverà lì fuori, desertico e costellato di rifiuti, è paradossalmente opposto al suo, una via di mezzo tra il Far West e il Medioevo. Popolato di scarafaggi giganti, mostri mutanti e mucche a due teste, e peggio ancora, da sopravvissuti armati col grilletto facilissimo.

Cercando suo padre, Lucy avrà a che fare con uno scienziato inseguito dai cacciatori di taglie (Michael Emerson) in quanto portatore di un segreto che potrebbe rivoluzionare il mondo, con un cavaliere che ha usurpato la propria armatura robot (Aaron Clifton Moten) e con un crudele cowboy “ghoul” mutante (Walton Goggins), un tempo star di Hollywood, il cui caustico passato verrà pian piano alla luce. E il tutto è condito da paradossali e violentissime disavventure super splatter, nelle quali, tra orrore e ironia, possiamo leggere una critica pungente alla stupidità delle guerre.

La regia e la produzione esecutiva sono di Jonathan Nolan, il fratello di Cristopher già dietro le telecamere della serie cult Westworld, è da non perdere l’inquietantissima scena iniziale ambientata al tempo della crisi di Cuba, coi funghi atomici che spuntano sulla skyline di Hollywood mentre si svolge una festa per bambini.

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Elisabetta Colangelo

Giornalista italiana ed esperta di cinema, Tv e celeb, collaboratrice da oltre 20 anni dei più importanti gruppi editoriali italiani e internazionali scrive e ha scritto per Grazia, Vanity Fair, GQ, Donna Moderna, Glamour e molte altre testate.

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