Biden cambia rotta sull’immigrazione e strizza l’occhio a Trump

Quando Barack Obama volle rafforzare le proprie possibilità di rielezione nel 2012, emise un ampio ordine esecutivo sull'immigrazione che permise a milioni di immigrati di rimanere legalmente nel Paese. Dodici anni dopo, sembra che il suo successore politico abbia preso invece una direzione completamente opposta.

“La semplice verità è che c’è una crisi migratoria mondiale e se gli Stati Uniti non mettono in sicurezza il nostro confine, non c’è limite al numero di persone che potrebbero tentare di venire qui.”. Con queste parole Joe Biden ha annunciato quello che rappresenta un vero e propri o capovolgimento nella politica migratoria della sua amministrazione e, più in generale, di quella del Partito Democratico. Martedì, infatti, il Presidente ha riadottato le disposizioni precedentemente varate dall’amministrazione Trump in materia d’asilo, chiudendo temporaneamente il confine ai richiedenti e sospendendo le garanzie sulla richiesta di protezione a chiunque metta piede sul suolo americano.

Quando Barack Obama volle rafforzare le proprie possibilità di rielezione nel 2012, emise un ampio ordine esecutivo sull’immigrazione che permise a milioni di immigrati di rimanere legalmente nel Paese. Dodici anni dopo, a cavallo delle nuove elezioni che potrebbero spodestarlo dalla Casa Bianca, sembra che il suo successore politico abbia preso invece una direzione completamente opposta. La misura, annunciata martedì, si basa sulla sezione 212(f) dell’Immigration and Nationality Act, la stessa utilizzata da Trump per giustificare il divieto di viaggio per i Paesi musulmani.

La nuova politica sospende dunque il diritto di chiedere asilo per chiunque attraversi illegalmente il confine, fissando una soglia giornaliera di 2.500 migranti – una cifra superata quotidianamente da almeno un anno. In più, prevede un divieto di ingresso per cinque anni per i migranti sorpresi a tentare di varcare illegalmente il confine: si tratta, quest’ultima, di una politica che i democratici hanno combattuto per decenni.

La reazione a questo cambio di rotta non si è fatta attendere. Heidi Atman, direttrice politica del National Immigrant Justice Center, ha criticato duramente il Presidente parlando di un “pericoloso cambiamento” per i valori fondamentali degli USA, accostando le politiche migratorie di Biden a quelle dell’ex presidente repubblicano. Nonostante le critiche, Biden è convinto che la maggioranza degli americani sosterrà queste nuove misure, alleviando la pressione su città particolarmente colpite dall’ondata migratoria, come New York e Denver. Allo stesso tempo, però, il Presidente rischia di alienare i consensi della parte più progressista dell’elettorato, già frustrata per la gestione delle politiche ambientali ed estere.

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