New York vuole liberare i marciapiedi dalle impalcature

Il Comune ha presentato anche nuovi modelli più luminosi e meno ingombranti, per sostituire le tradizionali coperture verdi che in alcuni casi rimangono installate per anni

A New York ci sono circa 1.200 impalcature in meno rispetto all’inizio del 2026. Lo ha annunciato ieri, lunedì 19 ottobre, il sindaco Zohran Mamdani, presentando anche due nuovi modelli delle strutture che proteggono i marciapiedi dalla possibile caduta di materiali durante i lavori agli edifici. Secondo il Department of Buildings (DOB), la riduzione supera il 15 per cento in dieci mesi ed è il risultato di controlli più frequenti e regole più severe per i proprietari che rimandano le riparazioni delle facciate.

Le strutture si chiamano sidewalk sheds e sono una presenza familiare per chiunque abbia camminato a Manhattan. Sono le coperture generalmente verdi, sorrette da tubi metallici e pannelli di legno, che trasformano lunghi tratti di marciapiede in passaggi coperti. Servono a proteggere i pedoni dalla caduta di intonaco, mattoni o altri materiali, ma a New York il loro utilizzo è diventato così diffuso che alcune rimangono montate per molti anni, anche quando non sono in corso lavori visibili.

Il problema dipende soprattutto dal modo in cui vengono gestite le facciate degli edifici. A New York i proprietari degli immobili più alti di sei piani devono sottoporre periodicamente le pareti esterne a controlli di sicurezza. Quando un’ispezione individua un pericolo per i passanti, può essere necessario installare una copertura protettiva e mantenerla fino alla conclusione delle riparazioni. Per alcuni proprietari, però, è risultato più semplice continuare a pagare l’affitto della struttura che affrontare immediatamente i lavori, spesso molto costosi.

Le conseguenze si vedono sui marciapiedi. Le coperture oscurano le vetrine dei negozi, riducono la luce naturale e occupano una parte dello spazio disponibile per i pedoni. In certi casi ostacolano anche l’accesso agli edifici e il passaggio di persone con disabilità. Secondo i dati ricordati dal municipio nel marzo scorso, le impalcature arrivavano a coprire complessivamente circa 380 miglia di percorsi pedonali, più di 600 chilometri, equivalenti a circa 7.500 isolati cittadini.

Per ridurne il numero, il Comune ha modificato le procedure di controllo. Le nuove disposizioni, entrate in vigore ad agosto, prevedono rinnovi più frequenti delle autorizzazioni, obblighi di documentare l’avanzamento dei lavori e sanzioni più elevate per le strutture mantenute senza una ragione giustificata. Il Department of Buildings può inoltre intervenire sui proprietari che non avviano le riparazioni necessarie.

Le modifiche derivano in parte da un pacchetto di leggi approvato dal Consiglio comunale nel 2025, nell’ambito dell’iniziativa Get Sheds Down. Il programma era stato avviato durante la precedente amministrazione di Eric Adams ed è stato proseguito e rafforzato da Mamdani. L’obiettivo è intervenire sul motivo per cui le coperture vengono installate, anziché limitarsi a rimuoverle: se una facciata rimane pericolosa, togliere la struttura senza averla riparata esporrebbe i passanti al rischio di caduta di materiali.

Un caso riguarda Highbridge Gardens, un complesso di edilizia pubblica nel Bronx. Qui le impalcature erano rimaste installate per oltre cinque anni, coprendo vialetti e spazi verdi tra gli edifici. La New York City Housing Authority ha stanziato 14,4 milioni di dollari, provenienti da fondi statali, per le riparazioni delle facciate, così da consentire la rimozione delle protezioni. Il Comune ha inoltre modificato le regole che stabiliscono quanto lontano dagli edifici debbano estendersi le coperture, limitando in determinati casi l’occupazione degli spazi aperti all’interno dei grandi complessi residenziali e universitari.

La seconda parte del programma riguarda il loro aspetto. Il 19 ottobre sono stati presentati davanti alla sede del Department of Buildings, a Lower Manhattan, due nuovi modelli progettati dallo studio di architettura Practice for Architecture and Urbanism (PAU), fondato dall’architetto Vishaan Chakrabarti.

Il primo, chiamato Baseline Shed, utilizza una copertura inclinata realizzata con pannelli trasparenti in policarbonato. La forma permette di far arrivare più luce sui marciapiedi e di lasciare maggiormente visibili le vetrine dei negozi. Il progetto è disponibile in versioni differenti, adatte sia a interventi leggeri sia a cantieri che richiedono protezioni più robuste.

Credits: www.nyc.gov

Il secondo modello, Speed Shed, è pensato soprattutto per lavori brevi e interventi di emergenza. Al posto di una copertura completamente chiusa, utilizza una rete progettata per trattenere i materiali che potrebbero cadere dall’alto, consentendo allo stesso tempo il passaggio della luce. La struttura dispone anche di ruote rimovibili che permettono di spostarla più rapidamente tra cantieri diversi.

Credits: www.nyc.gov

I due modelli fanno parte di un progetto più ampio, che comprende sei alternative alle tradizionali impalcature verdi. Le altre quattro sono state sviluppate da PAU e dalla società di ingegneria Arup, incaricate dal Comune nel febbraio 2024 di ripensare le protezioni pedonali. Tra le soluzioni studiate c’è anche una struttura sospesa, fissata direttamente alla facciata dell’edificio, che per determinati lavori permetterebbe di lasciare quasi completamente libero il marciapiede sottostante.

Credits: www.nyc.gov

I nuovi progetti sono stati presentati per la prima volta nel novembre 2025. I primi prototipi realizzati da Arup erano stati installati a giugno davanti alla sede del Department of Buildings. Quelli mostrati lunedì rappresentano dunque un ulteriore passaggio della sperimentazione, non l’introduzione di strutture completamente nuove rispetto a quanto già annunciato.

I disegni appartengono alla città di New York e potranno essere utilizzati gratuitamente dai progettisti e dalle imprese. Non significa che l’installazione delle nuove impalcature sarà gratuita, ma che non sarà necessario pagare licenze per utilizzarne i progetti. Ogni installazione dovrà comunque rispettare le norme edilizie e ottenere le autorizzazioni richieste.

Il Department of Buildings conta di completare entro la fine del 2026 le procedure necessarie per autorizzare l’utilizzo generalizzato dei sei modelli. Per il momento rimangono prototipi e soluzioni in attesa della piena applicazione delle nuove regole.

Per i residenti e i commercianti il cambiamento sarà soprattutto visibile a livello della strada: marciapiedi meno occupati, maggiore illuminazione naturale e negozi che non rimangano nascosti per anni dietro tubi metallici e pannelli di legno. Le strutture protettive continueranno a essere necessarie, ma il Comune vuole evitare che una misura pensata per essere temporanea diventi una presenza permanente davanti agli edifici.

Immagine di Guglielmo Timpano

Guglielmo Timpano

Laureato in Scienze Politiche. Giornalista freelance. Conduttore radiofonico. Presentatore televisivo. Appassionato di sport, storia e animali: per combinare tutti questi interessi, il sogno sarebbe seguire un torneo di calcio tra dinosauri.

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