I controlli delle unità speciali della NYPD finiscono sotto esame

Nel 2025 il monitor indipendente della polizia ha giudicato non conformi il 17 per cento degli stop effettuati dalle squadre specializzate. Per le perquisizioni la quota sale al 38 per cento

Le unità specializzate della polizia di New York continuano ad avere più problemi degli agenti ordinari nel modo in cui fermano e perquisiscono le persone. Secondo il nuovo rapporto del monitor indipendente della NYPD, depositato lunedì in un tribunale federale, nel 2025 il 17 per cento degli stop esaminati nelle squadre specializzate non rispettava i requisiti costituzionali.

Il monitor ha analizzato un campione di 603 stop effettuati da Neighborhood Safety Teams, Community Response Teams e Public Safety Teams. Tra gli stessi controlli ha giudicato non conformi anche il 31 per cento dei frisk, i controlli superficiali sul corpo generalmente effettuati per cercare armi, e il 38 per cento delle perquisizioni. I risultati sono sensibilmente peggiori rispetto agli altri reparti della NYPD: tra gli agenti non assegnati alle unità specializzate le quote erano rispettivamente del 6, 17 e 21 per cento.

Le squadre esaminate hanno compiti diversi, ma condividono un’impostazione più proattiva rispetto alla normale pattuglia. Le Neighborhood Safety Teams, per esempio, sono impiegate soprattutto nel contrasto alle armi illegali e alla criminalità violenta e svolgono molti controlli decisi direttamente dagli agenti, invece di intervenire in seguito a una chiamata al 911.

È proprio negli stop avviati dagli agenti che da tempo emergono le maggiori difficoltà. Nel rapporto di fine 2025 del monitor, il 97 per cento degli stop effettuati in seguito a una chiamata radio era stato considerato legittimo, contro il 79 per cento di quelli decisi autonomamente. Per questi ultimi la conformità scendeva al 64 per cento nei frisk e al 53 per cento nelle perquisizioni.

Il nuovo rapporto segnala anche una forte disparità nella composizione delle persone sottoposte ai controlli: il 91 per cento di quelle fermate dalle unità specializzate era nero o ispanico. Nell’88 per cento dei casi si trattava di persone di sesso maschile nere o ispaniche.

Il monitor ha inoltre rilevato problemi nei controlli interni della polizia. Per circa tre anni la NYPD non avrebbe verificato gli stop effettuati dalla Community Response Team cittadina secondo le modalità previste; le verifiche sono riprese lo scorso marzo. Nei rapporti compilati dagli agenti sono state trovate anche formule molto simili utilizzate per giustificare interventi diversi, una pratica che secondo il monitor può rendere più difficile stabilire le circostanze effettive di ogni controllo.

La supervisione indipendente sulla NYPD risale alla causa federale Floyd v. City of New York, che nel 2013 portò un giudice a dichiarare incostituzionali alcune pratiche di stop and frisk. Da allora il monitor esamina periodicamente rapporti degli agenti, registrazioni delle bodycam e procedure interne della polizia.

Per il 2025 aveva fissato alle unità specializzate l’obiettivo di arrivare almeno al 90 per cento di conformità entro la fine dell’anno. Nell’ultimo trimestre nessuna delle tre categorie di controllo — stop, frisk e perquisizioni — ha raggiunto quella soglia.

La NYPD ha risposto che il numero complessivo degli stop è diminuito rispetto agli anni in cui iniziarono le cause federali e ha riconosciuto che restano aspetti da migliorare. L’amministrazione Mamdani ha detto di stare esaminando il rapporto.

Il monitor ha ora fissato un nuovo obiettivo: entro il terzo trimestre del 2026 le unità specializzate dovranno raggiungere almeno il 90 per cento di controlli conformi e mantenere quella percentuale fino alla fine dell’anno.

Immagine di Guglielmo Timpano

Guglielmo Timpano

Laureato in Scienze Politiche. Giornalista freelance. Conduttore radiofonico. Presentatore televisivo. Appassionato di sport, storia e animali: per combinare tutti questi interessi, il sogno sarebbe seguire un torneo di calcio tra dinosauri.

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