Nel 2025 le cittadine e i cittadini italiani saranno chiamati a esprimersi su cinque quesiti referendari abrogativi. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, che ha dichiarato ammissibili quattro referendum abrogativi in materia di lavoro e uno sulla cittadinanza. Le consultazioni si terranno domenica 8 e lunedì 9 giugno in Italia, mentre gli iscritti all’AIRE, compresi gli italiani residenti a New York e nel resto degli Stati Uniti, riceveranno il plico elettorale per posta entro il 21 maggio e dovranno restituirlo entro le 16 locali del 5 giugno.
I quattro quesiti sul lavoro, promossi da un ampio fronte sindacale e associativo, hanno raccolto oltre 4 milioni di firme. Il primo punta all’abrogazione dell’intero decreto legislativo 23 del 2015, ovvero della disciplina del contratto a tutele crescenti introdotto dal Jobs Act. Attualmente, i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015 nelle imprese con più di 15 dipendenti non possono essere reintegrati nel posto di lavoro neanche in caso di licenziamento dichiarato illegittimo dal giudice. L’obiettivo del referendum è ripristinare il diritto al reintegro in caso di licenziamento ingiusto.
Il secondo quesito riguarda invece i lavoratori delle piccole imprese. Si propone di abrogare la norma che fissa a sei mensilità il massimo dell’indennizzo in caso di licenziamento ingiustificato nelle aziende con meno di 16 dipendenti. «Un limite che – secondo i promotori – lascia milioni di lavoratrici e lavoratori in una condizione di ricattabilità e debolezza», e che si vuole superare per permettere ai giudici di determinare un risarcimento senza vincoli predefiniti.
Il terzo referendum si concentra sulla precarietà e chiede l’eliminazione di alcune parti della normativa sui contratti a termine, in particolare quelle che consentono di stipulare contratti a tempo determinato per 12 mesi senza indicare alcuna motivazione. Attualmente in Italia oltre due milioni di persone hanno un contratto temporaneo. L’intento è rendere nuovamente obbligatoria l’indicazione delle cause giustificative, per limitare l’uso improprio del lavoro a termine.
Il quarto quesito riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro. Propone di abrogare una norma del Testo Unico sulla sicurezza che oggi esclude la responsabilità del committente in caso di incidenti causati da rischi specifici dell’attività svolta da imprese appaltatrici o subappaltatrici. Secondo i promotori, ciò favorisce il ricorso ad aziende non in regola con le norme antinfortunistiche. Estendere la responsabilità anche al committente servirebbe a rafforzare la prevenzione.
Il quinto referendum, distinto dai precedenti, riguarda la cittadinanza italiana per gli stranieri residenti. In particolare, propone di ridurre da dieci a cinque anni il periodo minimo di residenza legale continuativa necessario per presentare domanda di cittadinanza. Secondo le stime, la riforma interesserebbe potenzialmente circa 2 milioni e mezzo di persone. La modifica non tocca gli altri requisiti previsti, come la conoscenza della lingua, il reddito, la fedina penale e l’assenza di motivi di sicurezza.
A New York e negli Stati Uniti potranno votare per corrispondenza tutti i cittadini iscritti all’AIRE. Gli italiani temporaneamente all’estero per lavoro, studio o cure mediche possono fare richiesta al proprio comune di residenza entro il 7 maggio per ricevere il plico elettorale. Chi non riceverà il materiale entro il 25 maggio potrà rivolgersi al proprio consolato per ottenere un duplicato.
Il voto per corrispondenza prevede l’invio del plico, contenente le schede e un foglio informativo, all’indirizzo registrato all’AIRE. Le schede dovranno essere votate, inserite nelle apposite buste e rispedite seguendo le istruzioni. Solo le buste arrivate al consolato entro le 16 locali del 5 giugno saranno considerate valide per il conteggio finale.
La tornata referendaria del 2025 si inserisce in un contesto di crescente attenzione ai temi del lavoro e dei diritti civili. Per molti italiani all’estero, compresa la comunità di New York, rappresenta un’occasione per contribuire direttamente alla definizione delle politiche sociali e civili del Paese, anche da lontano.
Pertanto, ricapitolando per i residenti all’estero:
- Se sei residente all’estero con iscrizione all’AIRE riceverai il plico elettorale direttamente all’indirizzo in cui vivi all’estero e voterai per corrispondenza.
- Se sei residente all’estero con iscrizione all’AIRE ma vuoi votare in Italia, devi comunicarlo in forma scritta al consolato del tuo paese estero entro il 10 aprile.
- Se sei all’estero per almeno 3 mesi, puoi votare dall’estero (mediante il voto per corrispondenza) comunicandolo al tuo comune di residenza (in cui va indicato il luogo di temporaneo domicilio all’estero) entro il 7 maggio 2025
IMPORTANTE! Se si è cambiata residenza occorre comunicarlo rapidamente al proprio consolato. Verificare o aggiornare il proprio indirizzo sul sito: https://serviziconsolari.esteri.it/ScoFE/index.sco