Metti una bella serata fiorentina nello splendido Palazzo Medici Riccardi, luminosissimo edificio storico abitato da “Cosimo Il Vecchio” e “Lorenzo Il Magnifico”, sin poi d’essere ceduto nel 1659 alla famiglia ‘Riccardi.
Vero e proprio luogo spettacolare per l’oro ed il gioco di luci che emana, è anche teatro di eventi e premiazioni come per il “Premio Firenze Capitale” ove tra tanti ospiti illustri, abbiamo intervistato Chiara Tilesi. Radiosa e sorridente, ci viene incontro nella consueta espressione magnetica che la caratterizza in pieno, con contorno di setosi capelli dorati. Osserviamo il bel completo nero – pantalone in cui spicca ‘la camicia bianca’, capo cult d’eccellenza, come soleva dire il mitico stilista Gianfranco Ferrè.
Signora, pur vivendo a Los Angeles da moltissimi anni, conserva ancora il bellissimo accento toscano.
“Beh…sono fiorentina, orgogliosa di rappresentare la mia terra, contenta di ritrovare questo posto magnifico, nonché felice di ricevere questo importante premio Italia Mind, in virtù dell’associazione We do it together che ho fondato nel 2015. Una casa di produzione senza scopo di lucro dove uomini e donne si sono uniti per il cambiamento d’immagine della donna nei media: da oggetto a soggetto. Questo proprio perché la cultura dell’oggettificazione è alla base della violenza di genere.”
Durante tale incontro per “Premio Firenze Capitale” hanno parlato di lei per il rinnovamento del ruolo nel mondo del cinema quale strumento di libertà ed uguaglianza.
“Esatto, il cinema è un potente mezzo per raccontare storie, capace di creare quella trasformazione formativa ed educativa, esprimendo nuovi codici in merito. Basilare pertanto sottolineare che la We do it together è sempre affacciata in prima linea, alla ricerca di quei valori che parlano di eguaglianza inclusa la parità di genere. Non è un caso che la mia professione di regista – produttrice assieme al mio cuore, si batte per i diritti umani tenendo presente, che pur operando a Los Angeles, collaboro con varie associazioni in ogni parte del mondo.”
La osserviamo dritta e ben fiera pensando ai suoi lavori volti nel comunicare una immagine non certamente stereotipata del proprio operato, restituendo dignità e consapevolezza a quel mondo squisitamente femminile, costruito da tanto impegno. Impegno diciamolo pure! Stavolta sposato magnificamente verso quel lip stick rosso corallo, indossato da Chiara Tilesi.
È il momento di rientrare nei ranghi. Domandiamo alla Tilesi della sua professione svolta accanto ad attrici americane ed italiane.
“Beh…oltre ad aver lavorato con Margherita Buy in America amo citare anche Eva Longoria e Jennifer Hudson, premio Oscar. Recentemente a Hollywood abbiamo celebrato i 10 anni della We do it together, lanciando il nostro premio, Victoria Awards 2025 consegnandolo nelle mani di Sharon Stone, Bianca Balti, Diane Warren 16 volte candidata Oscar, Kim Carter, la sindaca di Beverly Hills. Rita Ali, ed altre ancora.”
E Dio creò la donna! E Chiara Tilesi annuisce ridendo fragorosamente all’unisono.

La prossima premiazione?
“Cannes Film Festival.”
Ecco, tornando a prima, nei filmati abbiamo visto anche la regista Maria Sole Tognazzi.
“Giusto, Maria Sole fa parte dell’associazione ed ha lavorato con noi per il film Tell it like a woman mostrandosi ed esprimendosi appunto come una delle registe.”
Novembre è trascorso da pochissimo tempo affrontando annualmente il tema della violenza fisica e morale di cui le se ne occupa attivamente.
“Purtroppo e lo dico con gran dolore, i numeri in tali frangenti sono decisamente alti: si parla di una vittima ogni 10 minuti con una donna su tre vittima della violenza di genere. Non smetterò mai di ripetere che è la mentalità stessa da cambiare, che bisogna lavorarci altamente e che la donna non si possiede. Decisamente un grande impegno d’unione da parte di figure maschili e femminili, da svolgere nei confronti dell’Empowerment femminile. Sappiamo tutti che violazioni, sopraffazioni ed altro ancora, sono parte d’una statistica altissima, con dati agghiaccianti. Pensi che in un Paese evoluto culturalmente come la Germania, si verifica un femminicidio al giorno; tutto questo è bruttissimo”.
Cambiamo genere. Siamo al termine di questa lunga intervista, per ilNewyorkese le chiediamo se il suo sogno custodito nel cassetto è americano oppure italiano.
“Francamente di sogni ne ho molti ma devono rimanere segreti finché non siano realizzati.”
La sua mission?
“We do it together”!
E allora facciamolo tutti assieme!




