Il ruolo dell’Italia negli Stati Uniti, raccontato dall’Ambasciatore Marco Peronaci

In occasione della sua visita a Los Angeles, abbiamo incontrato l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, Marco Peronaci presso l’Istituto di Cultura a Los Angeles. Un viaggio che tocca alcuni dei pilastri del rapporto tra Italia e Stati Uniti: dal cinema all’innovazione tecnologica, dalla space economy al Made in Italy, fino al ruolo strategico della comunità italo-americana. In una delle capitali globali della creatività e dell’innovazione, il dialogo tra i due Paesi si rafforza guardando al futuro, senza dimenticare le radici.

Los Angeles è anche un hub globale per innovazione, startup e spazio. Qual è il ruolo dell’Italia in questi settori strategici?

Una delle prime visite che ho fatto negli Stati Uniti è stata alla NASA, in Texas, a Houston. E anche qui in California ho voluto visitare il distretto aerospaziale, oltre alla Caltech, dove ho incontrato numerosi ricercatori e ingegneri italiani. Abbiamo discusso molto di spazio perché abbiamo firmato recentemente un importante accordo con la nuova amministrazione NASA. L’Italia è il primo Paese ad aver siglato questo tipo di intesa. Gli Stati Uniti stanno puntando a tornare sulla Luna, con una presenza stabile, e l’Italia contribuirà concretamente, ad esempio con la costruzione dei moduli abitativi lunari. Abbiamo anche collaborazioni innovative, come quella con Prada per le nuove tute spaziali: equipaggiamenti altamente tecnologici che rappresentano anche l’estetica e il design italiani. Insomma, nello spazio ci sarà sempre più una presenza congiunta di Italia e Stati Uniti.

Quanto è importante il ruolo della comunità italiana e italo-americana negli Stati Uniti?

È fondamentale. Non si tratta semplicemente di realtà locali, ma del cuore stesso della relazione tra i due Paesi. Ho partecipato recentemente a un evento della NIAF, l’Associazione Nazionale Italo-Americana, e sono rimasto colpito dall’energia e dal senso di appartenenza. Gli italo-americani rappresentano un ponte straordinario tra passato e futuro. Non solo dal punto di vista culturale e affettivo, ma anche politico ed economico: molti di loro occupano posizioni di rilievo nella scienza, nelle istituzioni e nel mondo imprenditoriale. Lavorare con questa comunità è un valore aggiunto enorme per il sistema Italia negli Stati Uniti.

Parliamo di Made in Italy: dalla moda alla cucina. Come stanno reagendo questi settori anche alla luce delle tensioni commerciali e delle tariffe?

Il Made in Italy continua a dimostrare una grande forza. Quest’anno, ad esempio, la cucina mediterranea è stata riconosciuta come patrimonio dell’umanità, e abbiamo organizzato numerosi eventi di grande successo. È vero, ci sono state tensioni legate alle tariffe, soprattutto su alcuni prodotti come la pasta. Non è una politica che accogliamo con favore, ma attraverso il dialogo con le autorità americane stiamo trovando soluzioni. Nonostante queste difficoltà, le esportazioni italiane sono cresciute di oltre il 5%. È un segnale molto importante: dimostra la resilienza delle nostre imprese e la forza di un prodotto che non è solo eccellenza, ma anche cultura, storia e immaginario.

Lei ha anche una lunga esperienza in ambito NATO. Come descriverebbe oggi il rapporto tra Italia e Stati Uniti sul piano strategico?

Il legame transatlantico resta uno dei principali fattori di stabilità globale, soprattutto in un momento storico complesso. Recentemente abbiamo raggiunto un accordo in ambito NATO per rafforzare gli investimenti nella difesa europea. È un passo importante, che va nella direzione di una maggiore responsabilità dell’Europa, ma anche di un rafforzamento del rapporto con gli Stati Uniti. Questo porterà benefici anche alle nostre industrie ad alta tecnologia e consoliderà un rapporto di lungo periodo che resta fondamentale.

Guardando al futuro: dalle Olimpiadi di Milano-Cortina a Los Angeles 2028. Che opportunità rappresentano questi grandi eventi?

Sono occasioni straordinarie di visibilità e collaborazione. L’Italia ha dimostrato con Milano-Cortina di saper organizzare eventi complessi con grande efficacia. Abbiamo registrato numeri record di visitatori americani, e abbiamo lavorato fin da subito in sinergia con gli Stati Uniti anche in vista di Los Angeles 2028. Le Olimpiadi rappresentano un ponte ideale tra i nostri Paesi: un racconto condiviso che unisce sport, cultura ed economia. E questo percorso ci accompagnerà fino ai Giochi di Los Angeles, in una delle città più simboliche al mondo.

Ambasciatore, Los Angeles è una città simbolo del cinema mondiale. Durante la sua visita ha reso omaggio anche alla stella di Sophia Loren. Che ruolo ha oggi l’Italia nel panorama cinematografico internazionale?

L’Italia ha da sempre un ruolo centrale nel cinema mondiale. È una delle grandi potenze iconiche della cinematografia internazionale e continua a esserlo. Proprio all’inizio della mia visita ho voluto rendere omaggio ai nostri grandi artisti, perché Los Angeles è una città che non dimentica. Sono stato anche all’Academy Museum, dove i nomi e i volti di chi ha fatto la storia del cinema italiano sono ancora molto presenti. Il cinema è arte, espressione estetica, ma anche racconto storico, industria creativa, tecnologia e connessione. Per l’Italia partire da questi valori è fondamentale: siamo un Paese aperto al mondo, capace di unire, e vogliamo continuare a dare il nostro contributo, soprattutto in una fase complessa come quella attuale.

Immagine di Veronica Maffei

Veronica Maffei

Veronica Maffei, giornalista italiana a Los Angeles, racconta la West Coast attraverso cultura, lifestyle, tech e sport. Specializzata nel valorizzare le eccellenze italiane in America, collabora con Mediaset, RAI Cinema, Radio 24 e Italpress. Con passione e professionalità, intreccia storie che uniscono due mondi, portando il meglio dell’Italia negli USA e viceversa.

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