In foto: Fabio Obertelli

Tra stucchi e Rococò, via alla 33° edizione della biennale di antiquariato a Firenze, in quel di Palazzo Corsini

A colloquio con Fabio Obertelli della “Collezione Giorgio Baratti”

Nel bel mezzo d’affreschi, stucchi, gessi, tele preziosissime, statue, soprammobili ed altro ancora, dal 28 settembre al 6 ottobre 2024, si avvia la 33° edizione della “Biennale di Antiquariato” presso Palazzo Corsini,  raffinatissima  mostra mercato che si contraddistingue per l’arte antica, grazie soprattutto al notevole fiuto di quel parterre d’estimatori decretandola più importante nel mondo.

Non a caso parliamo d’una rassegna considerata la più significativa nel settore d’arte antica, vero e proprio punto di riferimento assoluto nella città dantesca per il mondo dell’antiquariato che, come sappiamo, non passa mai di moda. Di conseguenza ‘Florentia’ si avvalerà d’un ricco programma culturale negli splendidi spazi barocchi, nonché nell’anima fiorentina, già in fermento dai primi di settembre.

Interessante conoscere che tra i debutti di gallerie di quest’anno in veste italiana e straniera, compariranno anche: Agnews, Benappi e Dickinson da Londra, insieme a Colnaghi e Richard Saltoun.  

Tra gli stand troverà posto abitualmente anche la “Collezione Giorgio Baratti” di Milano, ed è un vivo piacere ascoltare Fabio Obertelli col suo bell’accento del Nord’Italia, che anche stavolta curerà doviziosamente la curatela di ‘Baratti‘, raccontando che verrà esposto un bellissimo quadro-ritratto di Lavinia Fontana, che è l’ultima aggiunta quale grande riscoperta da parte della professoressa Vera Fortunati.

Si tratta della più importante studiosa di Lavinia Fontana. Fortunati, docente all’Università di Bologna, curatrice della mostra monografica dedicata a Lavinia sempre a Bologna, è la massima autorità scientifica di questa artista, capace di riscoprire in un quadro della nostra collezione, un importante ritratto della Fontana, eseguito proprio da lei stessa. Seguirà una importante tela  inedita di Louis Finson, la “Maddalena Penitente”, studiata e riscoperta dal professore Giovanni Papi, ed ancora altre opere già portate in altre edizioni. Vogliamo tuttavia focalizzarci su tali riscoperte dal momento che nel corso di questi due anni sono state la novità per la nostra collezione-curatela dal momento che tutti i giorni curiamo le nostre collezioni confrontandoci con i più importanti critici storici sia su scena nazionale che internazionale.”

Inevitabile osservare che il vostro è decisamente un mercato di nicchia. Qual è la vostra clientela fissa?

“Sicuramente gli Stati Uniti che inevitabilmente essendo una economia che mantiene una crescita senza arresti e senza particolari problematiche particolari all’orizzonte, è anche una economia culturalmente più affine alla cultura del “Vecchio Occidente “, il cuore pulsante di quella che era poi la pittura antica, dell’arte antica. Quindi gli States  proprio per queste affinità anche intellettuali e le nuove economie che si vogliono affacciare al collezionismo d’arte antica europea vedendo in questa una sorta di prestigio culturale, una sorta di validazione di un successo che stanno ottenendo a livello economico. Pensiamo ai progetti che fanno gli Emirati Arabi Uniti, progetti che anche di certi musei privati cinesi, dove l’acquisto di opere d’arte antica-europea è   la chiave strategica per affermarsi  con uno status che solamente certi beni quali i dipinti dei grandi maestri  europei possono dare.”

Quindi non tutto è Hollywood.

Assolutamente, in quanto l’America può considerarsi la culla di importanti collezioni che nel corso del ‘900 si sono formate dando luogo ad importantissime realtà museali quali il “Norton Simon” ed ancora il  “Getty Museum” di Los Angeles. Non a caso quest’ultimo è la più importante realtà museale al mondo di  disponibilità economica, per le acquisizioni di opere d’arte in ogni angolo della terra. Non a caso proprio la collezione di Giorgio Baratti in passato ha avuto l’opportunità di vendere alcune opere inserendo un proprio quadro anche nella collezione del ‘Getty’. E con piacere racconto che un quadro della nostra collezione è stato acquistato dal ‘Metropolitan’ di New York. Pertanto esiste un dialogo interessante con la realtà americana riguardante sia il lato museo, sia quello del collezionismo privato.”

Collezionismo privato che tanto odora di buon legno trattato armoniosamente da cera, lacche, olio di lino, ed ancora  olio naturale. E se in gergo si osserva che nei teatri viene respirata la “polvere del palcoscenico”, stavolta è il ‘soffio’ d’antiquario che si solleva animandosi non poco poiché come detto poc’anzi, l’antiquariato non passa mai di moda. 

Picture of Carla Cavicchini

Carla Cavicchini

Giornalista con esperienza trentennale, è stata direttrice del periodico Auser Filo D’Argento. Appassionata di teatro, ha lavorato con Carlo Lizzani al remake di Cronache di Poveri Amanti.

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