Dopo il debutto a novembre con Carminium, l’artista italiano Federico Vezzaro è tornato a New York per la sua seconda esposizione personale nella Grande Mela, Beyond the surface, inaugurata ieri, 3 aprile, alla Temple Gallery di New York. Ancora una volta, lo ha fatto portando con sé un mezzo che lui stesso ha definito “nuovo” e che ha affinato negli ultimi quindici anni: la Rust Art.
«Per me è un modo per rappresentare quello che ho capito, ricercato e studiato negli ultimi 10-15 anni», ha spiegato. Al centro del suo lavoro c’è il ferro, materiale umile, reso espressivo attraverso l’utilizzo di acidi ed i processi chimici dell’ossidazione. Colori che nascono da una reazione, più che da un gesto. «Semplicemente usando l’acido», dice Vezzaro. Ma ciò che ne emerge è tutt’altro che ordinario: è materia che reagisce, si trasforma, sorprende.
La nuova mostra arriva dopo una tappa a Berlino, che si chiude proprio in questi giorni, e dopo la partecipazione ad Art Expo, sempre a New York. Due esperienze che hanno contribuito a rafforzare in lui la convinzione che sia proprio questa città la più adatta ad accogliere un linguaggio come il suo.
«New York è il posto ideale per presentare questo nuovo medium che ho sperimentato e messo a punto», ha detto. «Qui c’è l’ambiente giusto.»
Vezzaro, che proviene da una formazione nel design e nella bio-costruzione, ha trovato nell’ossidazione un modo per esplorare la materia e il tempo, senza passare dal disegno tradizionale. Le sue opere non sono titolate, ma numerate con sequenze derivate dalla sezione aurea: un tentativo di sfuggire al limite del nome e inseguire una forma di ordine invisibile.
Anche questa nuova tappa newyorkese si muove in quella direzione: cercare, attraverso la materia, una forma. E forse, in una città abituata a vedere tutto, riuscire ancora a sorprendere.
La mostra sarà aperta al pubblico fino al 5 aprile, dalle 12PM alle 6PM, presso il 108 di Madison St., a New York.