Martedì 13 maggio si sono riaperte a New York le porte di Italy on Madison, il format promosso dall’Italian Trade Agency negli spazi dell’ITA Townhouse su Madison Avenue e dedicato alla valorizzazione delle eccellenze italiane negli Stati Uniti. L’iniziativa, che riunisce oltre duecento brand italiani tra moda, design, beauty e food, si presenta come un percorso immersivo attraverso diverse espressioni del Made in Italy. Si tratta del primo giorno di apertura al pubblico e del secondo della manifestazione, inaugurata lunedì 12 maggio con un evento privato.
La mattinata del 13 si è concentrata su due dei settori più rappresentativi dell’immaginario italiano all’estero: beauty e design.
La prima parte della giornata è stata dedicata alla cura della persona con una serie di Beauty Masterclass pensate per presentare al pubblico americano marchi italiani e nuove formule tra make-up e skincare. Ad aprire il programma è stato il Beauty Touch-Up Bar, con sessioni di ritocco personalizzate realizzate con i prodotti di Inca Cosmetics. A seguire, Fontana Contarini Make Up ha proposto un approfondimento dedicato al rapporto sempre più stretto tra trattamento e trucco, mentre Super You ha concluso la sessione con una masterclass focalizzata sulla preparazione della pelle come base di un make-up luminoso e naturale.
Nel pomeriggio il programma si è spostato sul design con The Theater of Excellence, talk dedicato al ruolo del design italiano come linguaggio culturale e strumento di promozione internazionale. L’incontro si è svolto all’interno di un allestimento firmato da Paola Navone e curato da Cristina Pettenuzzo per Studio Otto, concepito come una narrazione immersiva dell’abitare italiano.
Ad aprire l’incontro è stata Erica Di Giovancarlo, direttrice ICE di New York, che ha definito il design italiano «non soltanto un’estetica, ma un palcoscenico in cui tradizione e innovazione convivono e dialogano costantemente». Un’impostazione che considera il passato non come archivio statico, ma come «una risorsa viva che continua ad avere un ruolo nel presente e nel futuro».
Il panel ha messo a confronto architetti e imprenditori, accostando due prospettive complementari: quella che nasce dalla ricerca progettuale e quella che prende forma attraverso manifattura, business e strategia industriale. «Questa tensione virtuosa è ciò che rende unico il design italiano», è stato sottolineato durante l’apertura.
Nel suo intervento, il Console Generale Giuseppe Pastorelli ha ribadito il valore del design come asset culturale nella strategia di promozione italiana all’estero, descrivendo New York come uno spazio privilegiato di dialogo internazionale e piattaforma naturale per raccontare il sistema Italia.
Gilda Bojardi, editor di Interni Magazine, ha invece preso parola definendo Madison Avenue una sorta di “via italiana” nel cuore di Manhattan, sottolineando come l’evento non celebri soltanto i prodotti ma il dialogo tra aziende, progettisti e pubblico internazionale. «Non celebriamo soltanto il design italiano, ma anche il dialogo tra architetti, imprenditori e aziende che contribuiscono a diffondere la cultura italiana nel mondo».

Questo appuntamento ha riunito architetti, designer per discutere il rapporto tra progetto, impresa e cultura. Tra gli ospiti della serata: Marc Fornes, John Edelman, Roberto Gavazzi, Andrea Sasso, Nao Tamura e Hani Rashid.
Nel corso della conversazione tra i suddetti ospiti, moderata dall’architetto Interni Magazine, Carlo Biasia, una parte rilevante della discussione si è concentrata sul mercato americano e sulla capacità del design italiano di mantenere negli Stati Uniti una forte attrattiva grazie alla combinazione di heritage, lusso e autenticità. Più che singoli prodotti, è emerso come il Made in Italy continui a esportare un sistema fatto di competenze, filiere e cultura manifatturiera.




