Alessandro Benetton a New York per presentare il suo libro “My Trajectory”

L’evento di presentazione del libro “My Trajectory” di Alessandro Benetton all’Istituto Italiano di Cultura di New York si è appena concluso, regalando al pubblico una serata ricca di emozioni e riflessioni. Alessandro Benetton, noto imprenditore e figlio del fondatore della Benetton Group, si è aperto in modo intimo e personale, raccontando la sua vita nel libro appena uscito in America nella sua versione inglese, distribuita da Hudson Booksellers.

L’evento è stato introdotto e moderato dal Direttore dell’Istituto di Cultura di New York Fabio Finotti, alla presenza del Console Generale di New York Fabrizio Di Michele, che ha portato i suoi saluti istituzionali e sottolineato il valore di Alessandro Benetton per la storia del nostro paese, rappresentando in pieno lo spirito della comunità italiana.

Nel corso della presentazione, Benetton ha condiviso aneddoti ed esperienze significative della sua vita, parlando della sua esperienza in Formula 1 e di come questa lo abbia influenzato nella decisione di scrivere il libro: “Non c’è mai un momento giusto per fare una cosa. Gli ingegneri chiedono sempre più tempo per migliorare le cose, ma bisogna trovare il giusto equilibrio e andare quando si sente che è il momento giusto”.

Incalzato dal Prof. Finotti, Benetton ha sottolineato l’importanza di uscire dalla propria comfort zone e di affrontare le sfide senza paura di fallire, un atteggiamento che ha appreso durante i suoi anni in America. Ha raccontato di come spesso gli sia stato chiesto come si sentisse vedendo il suo nome sugli store di tutto il mondo. La sua risposta è stata sincera e umile: “Mi preoccupavo di vedere se le vetrine erano a posto e le magliette piegate. È sempre importante capire da dove si viene, solo così si può davvero perseguire il successo”.

Un altro insegnamento fondamentale che ha condiviso riguarda la capacità di trovare correlazioni tra diverse industrie, un concetto appreso dall’economista Michael Porter. Ha spiegato come il fattore umano sia cruciale nel determinare i risultati, spesso più di altre metriche tecniche. Ha illustrato questo punto con un esempio concreto: un investimento in una piccola azienda di cibo surgelato nelle colline di Asolo, trasformato in un progetto di successo grazie all’impegno della comunità locale.

La sostenibilità è un tema caro a Benetton, che ha sempre sostenuto l’importanza di dare un vantaggio tangibile a tutti gli attori coinvolti. Ha dimostrato che investimenti percepiti come costi possono in realtà rivelarsi i migliori investimenti, portando benefici a tutti gli stakeholder.

Benetton ha ricordato come, a 26 anni, avesse un approccio inconsapevole che gli permise di creare un’azienda in un’industria inesistente. Sente una grande responsabilità nei confronti delle nuove generazioni e spera che il suo libro possa essere una fonte di ispirazione per loro: “Per me è stato facile in un senso, ma difficile nell’altro farmi strada da solo. Oggi è ancora più difficile per le nuove generazioni, e sarei felice se il libro fosse una fonte di ispirazione per loro“.

Non è semplice rivelare tutto di sé, soprattutto quando ci si chiama Alessandro Benetton. Da sempre oggetto di esami e giudizi altrui, Benetton ha affrontato il racconto personale in modo inedito e profondo. Con tre figli adolescenti e un matrimonio recentemente concluso, e alla luce delle tragedie che hanno colpito l’Italia, Benetton nel libro ha deciso di affrontare i suoi errori con franchezza. Ha esposto la sua vita senza filtri agiografici, dimostrando come, pur partendo da una posizione privilegiata, abbia cercato ogni giorno di uscire dalla propria comfort zone, a volte vincendo e altre fallendo.

Il libro non si ferma solo alle storie d’amore, ma include anche episodi importanti come l’amicizia con Samantha de Grenet e Marina Berlusconi, la vita familiare con lo zio Gilberto, e gli anni leggendari della Formula 1 con Flavio Briatore e la scoperta di Michael Schumacher. Le ultime pagine del libro sono segnate dalla pandemia, che ha permesso a Benetton di vivere una dimensione più intima con i suoi figli, e dalla tragedia del ponte Morandi.

Questa presentazione all’Istituto di Cultura di New York ha offerto al pubblico un’opportunità unica di conoscere da vicino Alessandro Benetton, apprezzando la sua trasparenza e onestà nel condividere le proprie esperienze. Il libro “My Trajectory” si propone come una guida preziosa per chiunque voglia affrontare le sfide della vita con coraggio e determinazione, cercando di superare i propri limiti e imparando dagli errori.

Disponibile negli Hudson Booksellers cliccando qui.

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