Per gli esperti, il congestion pricing avrebbe apportato più benefici che problemi economici

Gli esperti hanno infatti sottolineato come il congestion pricing avrebbe potuto, al contrario da quanto detto dalla Hochul, sostenere la ripresa economica, riducendo il traffico e l'inquinamento e finanziando i necessari miglioramenti al sistema di trasporto pubblico della città.

La decisione della governatrice Kathy Hochul di sospendere il congestion pricing plan per New York City ha sollevato un acceso dibattito tra economisti, imprenditori e leader civici. La governatrice ha voluto giustificare il ritardo argomentando la recente ripresa economica della città dalla pandemia, ancora troppo fragile per sostenere un ulteriore costo, ma non ha convinto tutti. Gli esperti hanno infatti sottolineato come il congestion pricing avrebbe potuto, al contrario da quanto detto dalla Hochul, sostenere la ripresa economica, riducendo il traffico e l’inquinamento e finanziando i necessari miglioramenti al sistema di trasporto pubblico della città.

Secondo la governatrice Hochul, il piano avrebbe aggiunto un ulteriore costo per i newyorkesi che già faticano a sbarcare il lunario e avrebbe scoraggiato i pendolari dal visitare Manhattan, penalizzando ulteriormente le attività economiche già in difficoltà. Tuttavia, molti economisti ritengono che il vero problema risieda altrove. James Parrott, direttore delle politiche economiche e fiscali presso il Center for New York City Affairs della New School, afferma che il congestion pricing non avrebbe peggiorato la situazione economica, ma anzi avrebbe contribuito a migliorarla. Il piano, infatti, era destinato a raccogliere circa un miliardo di dollari all’anno per finanziare i miglioramenti al sistema di trasporto pubblico, che, senza questi fondi, rischia di diventare un grave freno all’economia della città.

Nonostante le critiche, la decisione della governatrice ha trovato il plauso di una variegata coalizione di oppositori che da tempo accusavano la Metropolitan Transportation Authority (M.T.A.), responsabile del congestion pricing, di penalizzare ingiustamente determinate categorie. Un recente sondaggio del Siena College ha rilevato che quasi due terzi degli elettori registrati a New York si oppongono al piano, evidenziando un diffuso malcontento. Tra i critici si annoverano anche il governatore del New Jersey, un sindacato degli insegnanti e un’associazione di autotrasportatori, che hanno intentato cause federali per bloccare il progetto.

Tuttavia, con l’avvicinarsi della fine della sessione legislativa ad Albany, resta incerto come lo stato intenda colmare il fabbisogno finanziario di 15 miliardi di dollari per la M.T.A. Senza il congestion pricing, i sostenitori del piano sostengono che trovare alternative per finanziare i progetti di trasporto potrebbe avere effetti ben più dannosi. Rachel Weinberger, direttrice della ricerca presso la Regional Plan Association, sottolinea l’importanza di un sistema di trasporto affidabile per l’economia della città: “Se il sistema di trasporto pubblico è inaffidabile o insicuro, le persone non lo utilizzeranno — e di conseguenza non andranno a Broadway, in ufficio o ai musei.”

Un altro aspetto cruciale del dibattito riguarda la situazione lavorativa a New York. Nonostante la città abbia recuperato i posti di lavoro persi durante la pandemia, molti dei nuovi impieghi appartengono a settori a basso salario come l’assistenza domiciliare e i servizi sociali. Inoltre, settori chiave come il commercio al dettaglio, l’edilizia ed il settore alberghiero, che offrono impieghi di medio reddito, soprattutto per le comunità afroamericane e latinoamericane, sono ancora in ritardo rispetto ai livelli prepandemici. Il tasso di disoccupazione tra i newyorkesi neri è di quasi l’8%, rispetto al 3,3% tra i residenti bianchi.

La ripresa economica di New York City passa inevitabilmente per un sistema di trasporto pubblico efficiente e moderno. David R. Jones, presidente e amministratore delegato della Community Service Society e membro del consiglio di amministrazione della M.T.A., sottolinea l’importanza del congestion pricing come stimolo economico: “Le persone a basso e medio reddito dipendono quasi esclusivamente dal trasporto pubblico.” I fondi raccolti dal piano sarebbero stati destinati a progetti cruciali, come l’acquisto di nuovi treni e autobus, il miglioramento dell’accessibilità per i pendolari con disabilità e l’aggiornamento dei sistemi di segnalazione.

In assenza del congestion pricing, la governatrice Hochul ha proposto un aumento della payroll mobility tax, che però ha incontrato ostacoli e resistenze, lasciando il destino dei finanziamenti per la M.T.A. incerto. Organizzazioni come Reinvent Albany e la Citizens Budget Commission hanno espresso forti preoccupazioni sulla sostenibilità delle alternative proposte. Andrew Rein, presidente della Citizens Budget Commission, ha ribadito la necessità di non abbandonare il congestion pricing: “Non dovremmo arrenderci, perché è un’opzione così valida, e le altre alternative avrebbero effetti molto più dannosi.”

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