Il boom economico di Nvidia trainato dall’I.A.

Nvidia, il colosso della Silicon Valley noto per la produzione di microchip avanzati, ha registrato una crescita straordinaria grazie al boom dell’Intelligenza Artificiale. Nell’ultimo anno, la compagnia ha visto le vendite dei suoi chip salire alle stelle: la previsione di Nvidia di un’impennata nelle vendite, annunciata già nel maggio dello scorso anno, si è rivelata corretta, con un aumento costante dei ricavi ogni trimestre e una capitalizzazione di mercato che ha superato i 2 trilioni di dollari, superando anche Alphabet, la società madre di Google.

Mercoledì, Nvidia ha riportato risultati finanziari eccezionali, con ricavi trimestrali che hanno raggiunto i 26 miliardi di dollari, superando le previsioni di febbraio di 24 miliardi e triplicando le vendite rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile netto è aumentato di sette volte, raggiungendo 5,98 miliardi di dollari. La compagnia prevede inoltre ricavi di 28 miliardi di dollari per il trimestre in corso, ben al di sopra delle stime di Wall Street.

Il successo di Nvidia è strettamente legato alla sua capacità di adattare le unità di elaborazione grafica (comunemente dette “schede video” o GPU) per compiti avanzati di calcolo, oltre al rendering delle immagini nei videogiochi. Più di un decennio fa, i ricercatori di I.A. iniziarono a utilizzare questi componenti per accelerare processi come il riconoscimento degli oggetti nelle immagini. Jensen Huang, CEO di Nvidia, ha colto l’opportunità, potenziando i chip della compagnia per i compiti dell’I.A. e sviluppando software specializzati. Il processore di punta, l’H100, è diventato particolarmente ricercato per alimentare chatbot di I.A. come ChatGPT di OpenAI, con un prezzo che varia dai 15.000 ai 40.000 dollari ciascuno.

La domanda per i chip Nvidia è stata così elevata che la compagnia ha lavorato con oltre 100 clienti per costruire nuovi data center, chiamati “fabbriche di I.A.” da Huang. Aziende come Tesla stanno utilizzando decine di migliaia di chip H100 per addestrare modelli di guida autonoma. Inoltre, Nvidia ha annunciato il lancio imminente del successore dell’H100, il chip Blackwell, che promette prestazioni ancora migliori. La richiesta per il Blackwell è già alta e si prevede che l’offerta possa non riuscire a soddisfare la domanda almeno fino al 2025.

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