I robotaxi di Tesla sono arrivati a New York, ma hanno ancora qualcuno al volante

Alcuni Cybercab sono stati avvistati tra Manhattan e Brooklyn: si sperimenta la guida assistita, ma le regole dello Stato bloccano la versione completamente autonoma già lanciata in altre città americane

I Cybercab di Tesla hanno cominciato a circolare per le strade di New York, anche se in una versione piuttosto diversa da quella immaginata da Elon Musk. I taxi autonomi progettati per muoversi senza conducente sono stati avvistati nelle ultime settimane a Manhattan e Brooklyn, ma con una persona seduta al posto di guida e un volante davanti.

La loro presenza è stata confermata dal New York City Department of Transportation a Gothamist, che ha fotografato uno dei veicoli su Fulton Street, a Lower Manhattan, mentre un altro era stato visto alla fine di agosto all’ingresso del Brooklyn-Battery Tunnel. Entrambi avevano la caratteristica carrozzeria color sabbia del Cybercab, senza specchietti laterali, targhe del Texas e il logo sul frontale.

Tesla ha cominciato da poco a utilizzare negli Stati Uniti la versione completamente autonoma del Cybercab, un veicolo a due posti progettato senza volante, pedali e specchietti retrovisori. A New York, però, le regole sono diverse.

Il programma del Department of Transportation per i veicoli autonomi prevede che le aziende interessate a sperimentare questa tecnologia sulle strade cittadine ottengano prima un’autorizzazione dal Department of Motor Vehicles dello Stato e successivamente un permesso specifico dal DOT. Durante i test deve inoltre esserci un operatore a bordo pronto a prendere il controllo del veicolo.

Tesla, almeno per ora, non ha seguito questa procedura. Il Department of Motor Vehicles dello Stato di New York ha confermato a Gothamist che l’azienda non ha presentato una richiesta per ottenere un permesso di sperimentazione dei veicoli autonomi.

Questo spiega perché i Cybercab avvistati in città non stanno funzionando come robotaxi. Secondo il DOT, Tesla sta sperimentando un sistema di guida “supervised”: l’auto può eseguire autonomamente diverse operazioni, ma il conducente deve rimanere al posto di guida ed essere in grado di intervenire.

È la stessa distinzione che Tesla fa per il suo Full Self-Driving (Supervised). Nonostante il nome, l’azienda specifica nel manuale che il sistema non rende l’auto autonoma: chi è al volante deve continuare a controllare la strada ed essere pronto a intervenire immediatamente. Una telecamera nell’abitacolo verifica inoltre che il conducente rimanga attento durante l’utilizzo.

Non è ancora chiaro quanti Cybercab stiano circolando a New York né quanto dureranno questi test. Tesla non ha risposto alle richieste di chiarimento di Gothamist.

Il problema non riguarda soltanto le autorizzazioni per sperimentare la tecnologia. Anche se Tesla ottenesse i permessi necessari per testare la guida autonoma, non potrebbe ancora utilizzare i Cybercab come taxi senza conducente a pagamento.

Le regole della Taxi and Limousine Commission non consentono attualmente di utilizzare veicoli autonomi per i servizi for-hire della città. La commissaria della TLC Midori Valdivia ha detto che l’agenzia sta osservando ciò che sta accadendo nelle altre città americane, valutando non soltanto la sicurezza ma anche gli effetti sul traffico, sulla gestione delle emergenze e sul lavoro dei tassisti.

A New York ci sono circa 180 mila conducenti che lavorano nel settore dei taxi e dei servizi di ride-hailing, secondo la TLC. L’arrivo dei robotaxi apre quindi una questione che va oltre la tecnologia: se e quando questi veicoli potranno trasportare passeggeri senza una persona al volante, entreranno in uno dei più grandi mercati al mondo per taxi e auto con conducente.

New York ha già cominciato a confrontarsi con il problema attraverso Waymo, la società di guida autonoma controllata da Alphabet. Nel 2025 la città le aveva concesso il primo permesso per testare veicoli autonomi a Manhattan e Downtown Brooklyn, inizialmente con una flotta limitata a otto automobili. Anche in quel caso, però, un operatore specializzato doveva rimanere sempre dietro al volante.

Il permesso di Waymo è successivamente scaduto e l’azienda ha continuato a raccogliere dati sulle strade di New York senza utilizzare le funzioni di guida autonoma. Un tentativo della governatrice Kathy Hochul di aprire alla sperimentazione di robotaxi in altre parti dello Stato era stato inoltre ridimensionato nei mesi scorsi.

Il risultato è che, mentre in alcune città americane i taxi senza conducente sono già una realtà, a New York la tecnologia continua a essere sottoposta a regole molto più restrittive. La città definisce le proprie strade uno degli ambienti urbani più complessi nei quali sperimentare un veicolo autonomo: traffico intenso, pedoni, biciclette, autobus, lavori stradali e mezzi di emergenza rendono la guida molto meno prevedibile rispetto ad altri contesti.

I Cybercab che stanno comparendo in questi giorni tra Manhattan e Brooklyn servono anche a capire come la tecnologia di Tesla si comporta in questo ambiente. Per vederli funzionare davvero come erano stati progettati, però, servirà qualcosa che oggi a New York ancora non esiste: il permesso di togliere la persona dal posto di guida.

Immagine di Guglielmo Timpano

Guglielmo Timpano

Laureato in Scienze Politiche. Giornalista freelance. Conduttore radiofonico. Presentatore televisivo. Appassionato di sport, storia e animali: per combinare tutti questi interessi, il sogno sarebbe seguire un torneo di calcio tra dinosauri.

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