Il governo messicano ha estradato negli Stati Uniti 29 membri di alto livello dei cartelli della droga, accogliendo una richiesta americana che da anni puntava a portare alla giustizia alcuni dei criminali più ricercati. Tra questi c’è Rafael Caro Quintero, fondatore del cartello di Sinaloa e ritenuto responsabile dell’omicidio dell’agente della DEA Enrique Camarena nel 1985. La sua cattura è stata per decenni una priorità per le autorità statunitensi.
L’operazione è avvenuta mentre l’amministrazione Trump intensifica le pressioni su Città del Messico affinché adotti misure più dure contro i cartelli, accusati di alimentare il traffico di droga verso gli Stati Uniti. La decisione di estradare i criminali è stata definita dagli esperti un segnale di cooperazione da parte della presidente messicana Claudia Sheinbaum. Il Messico ha giustificato la consegna parlando di «coordinamento, cooperazione e reciprocità bilaterale nel rispetto della sovranità di entrambe le nazioni».
A Washington, il Dipartimento di Giustizia ha accolto la notizia come una vittoria significativa nella lotta al narcotraffico. «Come ha chiarito il presidente Trump, i cartelli sono gruppi terroristici, e questo Dipartimento di Giustizia è determinato a distruggerli», ha dichiarato la procuratrice generale Pam Bondi, ribadendo l’impegno dell’amministrazione nel perseguire i leader criminali. L’ex capo delle operazioni della DEA, Ray Donovan, ha parlato di «un momento incredibilmente importante» e di «un vero punto di svolta» nei rapporti tra i due Paesi.
L’estradizione arriva in un momento di tensioni tra Stati Uniti e Messico, con Trump che continua a insistere sulla necessità di misure più rigide per contrastare il flusso di droga oltre il confine. Durante una conferenza stampa con il primo ministro britannico Keir Starmer, il Presidente americano ha detto che «la droga continua a riversarsi nel nostro Paese, uccidendo centinaia di migliaia di persone», nonostante i dati ufficiali mostrino un recente calo delle morti per overdose.
Il governo messicano sta cercando di bilanciare la necessità di mantenere rapporti distesi con gli Stati Uniti con la crescente pressione interna per affrontare la violenza legata ai cartelli. L’estradizione simultanea di così tanti criminali è un fatto raro nella storia della lotta al narcotraffico e potrebbe segnare un cambiamento nella strategia del Messico.