Le bodycam mostrano i quattro minuti prima che la polizia uccidesse Pamela Cisneros a Times Square

I nuovi video mostrano i tentativi di convincerla a posare i coltelli, i Taser che non riescono a fermarla e infine i tre colpi sparati da due poliziotti

Pamela Cisneros a Times Square

Per quasi quattro minuti gli agenti della polizia di New York cercarono di convincere Pamela Cisneros a lasciare a terra i due coltelli che aveva in mano. Le parlarono, le chiesero di respirare, provarono a capire cosa stesse succedendo. Lei rispose più volte che era «stanca di questo mondo» e invitò i poliziotti ad avvicinarsi. Poi disse che avrebbero dovuto ucciderla, altrimenti avrebbe ucciso loro.

È la parte dell’intervento che si vede con maggiore chiarezza nei filmati delle bodycam diffusi venerdì 25 settembre dalla NYPD, quasi un mese dopo la sparatoria del 31 agosto a Times Square. Le immagini aggiungono diversi minuti a quelle riprese dai passanti e circolate sui social subito dopo l’accaduto: mostrano soprattutto il tentativo iniziale degli agenti di risolvere la situazione senza sparare.

Cisneros aveva 49 anni e viveva nel Queens. Pochi minuti prima del confronto con la polizia aveva accoltellato due persone lungo Seventh Avenue. La prima era Tak Kam, 68 anni, che sopravvisse all’aggressione. Poco dopo Cisneros colpì all’addome Erin Piacenti, una dirigente di Bank of America di 32 anni che viveva a Chester, nel New Jersey. Piacenti fu portata al Bellevue Hospital, dove morì. Era appena rientrata al lavoro dopo il congedo di maternità e aveva una figlia di cinque mesi.

Le bodycam cominciano intorno alle 16:25, quando gli agenti Ryan Brito e Francis Gagliano raggiungono Cisneros vicino alla stazione di polizia di Times Square. Lei tiene un coltello in ciascuna mano. I due non estraggono subito le pistole. Brito prova invece a parlarle: le chiede cosa le stia succedendo, le dice di respirare e di abbassare le armi. A un certo punto le dice che non vuole farle del male. Cisneros risponde: «Venite a prendermi».

Il dialogo continua mentre intorno passano ancora pedoni, biciclette e automobili. Cisneros dice di averne passate troppe e che quello è per lei «l’unico modo per uscirne». Brito le risponde che New York è una città difficile e prova a convincerla che esistono altre possibilità. Le parole di Cisneros indicano con chiarezza una volontà di morire durante il confronto.

La situazione cambia con l’arrivo di altri agenti. Cisneros dice che dovranno ucciderla oppure lei ucciderà loro. Intorno alle 16:29 i poliziotti presenti sono ormai diversi e alcuni impugnano i Taser. Le viene ordinato ripetutamente di lasciare i coltelli. Dopo quasi venti richieste, Cisneros comincia a muovere le braccia tenendo ancora le lame e gli agenti tentano di fermarla con le armi elettriche.

I Taser non producono l’effetto sperato. Secondo la ricostruzione della Procura generale dello Stato di New York, tre agenti li usano senza riuscire a bloccarla. Cisneros si muove quindi in direzione dei poliziotti con i coltelli ancora in mano. Gli agenti Joseph O’Connor e Steven Darcy sparano complessivamente tre colpi. Cisneros cade sul marciapiede e viene trasportata al Bellevue Hospital, dove muore.

I filmati sono rilevanti soprattutto perché mostrano con maggiore precisione cosa è accaduto prima degli spari. Nelle ore successive all’incidente la commissaria della NYPD Jessica Tisch aveva difeso l’operato degli agenti, dicendo che avevano fatto ciò per cui erano stati addestrati. Alcuni esperti di polizia che avevano visto i primi video girati dai passanti avevano ritenuto compatibile con le regole del dipartimento la decisione di sparare quando Cisneros si era avvicinata con i coltelli, mentre altri avevano sollevato dubbi sulla gestione tattica dei minuti precedenti, compresa la presenza di passanti e veicoli dietro di lei.

Le regole della NYPD stabiliscono che la forza letale può essere usata per proteggere agenti o altre persone da un pericolo imminente di morte o di gravi lesioni. Le stesse regole chiedono però, quando le condizioni lo consentono, di ricorrere prima a tecniche di de-escalation e a strumenti meno letali. Non esiste comunque l’obbligo di attraversare in ordine tutti i diversi livelli di forza prima di utilizzare un’arma da fuoco.

Il caso ha riaperto anche la discussione su come la città interviene quando una persona armata si trova in una grave crisi psichica. Il fratello di Cisneros ha raccontato che la donna aveva avuto problemi di salute mentale per molti anni, mentre la polizia ha confermato almeno due precedenti interventi legati alla sua condizione, nel 2018 e nel 2019. Secondo la famiglia, negli ultimi tempi sembrava stare meglio e non aveva mostrato in precedenza comportamenti violenti di questo tipo.

La pubblicazione delle bodycam non chiude però la questione sull’uso della forza. La morte di Cisneros verrà esaminata dalla Force Investigation Division della NYPD e dall’Office of Special Investigation della procuratrice generale dello Stato, Letitia James. Quest’ultimo apre per legge un’indagine quando un agente di polizia può avere causato la morte di una persona: nella sua comunicazione del 2 settembre ha precisato che la ricostruzione dei fatti è ancora preliminare.

Immagine di Guglielmo Timpano

Guglielmo Timpano

Laureato in Scienze Politiche. Giornalista freelance. Conduttore radiofonico. Presentatore televisivo. Appassionato di sport, storia e animali: per combinare tutti questi interessi, il sogno sarebbe seguire un torneo di calcio tra dinosauri.

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