The Traitors Italia, quanto siamo bravi a riconoscere una bugia?

Dopo il grande successo della versione USA, l'edizione italiana del reality psicologico torna il 6 novembre su Prime Video per la seconda stagione tra nuovi inganni e alleanze nel Castello di Lunghezza

Riuscireste a trascorrere giorni in un castello insieme a tredici sconosciuti, sapendo che alcuni di loro stanno mentendo e cercano di eliminarvi? E soprattutto, sareste capaci di riconoscere un traditore prima che sia lui a liberarsi di voi? Sono le premesse di The Traitors Italia, il reality psicologico che torna il 6 novembre su Prime Video con una seconda stagione e un meccanismo che ha già conquistato il pubblico di numerosi paesi, compresi gli Stati Uniti.

Il gioco è semplice, almeno sulla carta. Quattordici concorrenti si ritrovano nel Castello di Lunghezza, alle porte di Roma. Alcuni vengono scelti segretamente come Traditori, mentre gli altri, i Leali, devono individuarli prima di essere eliminati. Di giorno tutti collaborano per affrontare prove e incrementare un montepremi comune. Di notte i Traditori decidono chi fare uscire dal gioco. A intervalli regolari, i concorrenti si riuniscono per votare la persona che sospettano di essere un impostore. Il problema è che nessuno sa davvero di chi fidarsi.

Negli Stati Uniti il format è diventato un successo grazie alla versione trasmessa da Peacock e condotta dall’attore scozzese Alan Cumming, premiata agli Emmy e capace di trasformare un gioco di deduzione in uno degli appuntamenti più riconoscibili della televisione di intrattenimento. Ma il fenomeno nasce nei Paesi Bassi, dove il programma ha debuttato nel 2021 con il titolo De Verraders, prima di essere adattato in numerosi mercati internazionali.

Il motivo del successo è facile da comprendere. In The Traitors non serve essere particolarmente forti, veloci o resistenti. Bisogna piuttosto osservare gli altri, interpretarne il comportamento e capire quando stanno mentendo. Il problema è che anche una persona innocente può apparire colpevole. Basta una risposta esitante, un’espressione nervosa o il tentativo maldestro di difendersi da un’accusa per finire al centro dei sospetti.

La seconda stagione italiana introduce un’ulteriore complicazione: un Traditore Segreto, la cui identità rimane sconosciuta persino agli altri Traditori. Questo significa che anche chi dovrebbe conoscere le regole nascoste del gioco può ritrovarsi a prendere decisioni senza sapere esattamente contro chi sta giocando.

A partecipare sono personaggi conosciuti soprattutto dal pubblico italiano, provenienti da mondi differenti. Ci sono Filippo Magnini, ex campione mondiale di nuoto, Lorella Cuccarini, volto storico della televisione italiana, la conduttrice e influencer Giulia Salemi, la giornalista Francesca Barra, le personalità televisive Giorgia Palmas e Jolanda Renga, la content creator Camihawke e Valentina Nappi, attrice italiana conosciuta anche negli Stati Uniti. Completano il gruppo Awed, Biondo, Daniele Gattano, Mario Ermito, Gianluca Torre e il ballerino Pasquale La Rocca.

Sono persone abituate, per ragioni diverse, a stare davanti a una telecamera. Eppure l’esperienza televisiva non garantisce alcun vantaggio in un gioco nel quale ogni comportamento può essere interpretato come un indizio. Anzi, chi appare troppo sicuro di sé rischia di suscitare diffidenza, mentre chi cerca disperatamente di convincere gli altri della propria innocenza può ottenere l’effetto contrario.

C’è qualcosa di particolarmente curioso nel vedere persone adulte, spesso affermate nelle rispettive professioni, impegnate a discutere per ore sul significato di una frase o di uno sguardo. Le conversazioni si trasformano in interrogatori improvvisati, le amicizie durano finché non emerge un nuovo sospetto e le accuse possono nascere da elementi che, fuori dal castello, nessuno prenderebbe seriamente in considerazione.

Il pubblico, naturalmente, occupa una posizione privilegiata. Conoscendo l’identità di alcuni Traditori, può osservare gli errori dei Leali, le loro convinzioni infondate e il modo in cui finiscono per fidarsi proprio delle persone sbagliate. È una situazione che produce momenti di comicità involontaria, ma anche una certa frustrazione. Chi guarda pensa continuamente di aver capito tutto, dimenticando che dispone di informazioni negate ai partecipanti.

È una dinamica che non riguarda soltanto i reality show. Anche nella vita quotidiana siamo portati a giudicare le persone sulla base di impressioni, simpatie e pregiudizi. La differenza è che nel castello questi meccanismi vengono concentrati in pochi giorni, sotto la pressione di una competizione nella quale fidarsi della persona sbagliata può significare essere eliminati.

L’ambientazione contribuisce a rendere tutto più teatrale. Il Castello di Lunghezza, con le sue sale, i corridoi e le atmosfere medievali, offre uno scenario adatto a un gioco costruito su segreti e complotti. Ma dietro l’apparato scenografico, le eliminazioni notturne e le cerimonie di voto, ciò che tiene in piedi il programma è soprattutto la capacità dei concorrenti di ingannarsi reciprocamente.

La nuova stagione, prodotta da Fremantle Italia per Amazon MGM Studios, comprende sei episodi: i primi tre disponibili dal 6 novembre, altri due dal 13 e il finale il 20 novembre.

Immagine di Monica Straniero

Monica Straniero

Monica Straniero è una giornalista e collabora con testate italiane e internazionali. Si occupa di cultura pop, storie urbane e immaginari contemporanei.

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