Prima serata Sanremo 26: più varietà in gara, meno spettatori davanti alla tv

Top five aperta, Tiziano Ferro travolgente, la “Repupplica” che diventa meme nazionale. Ma gli ascolti per la prima serata scendono: 9,6 milioni e 58% di share, ben sotto i numeri record dello scorso anno

La prima serata del Festival di Sanremo 2026 non è stata un disastro. Ma nemmeno un’esplosione. È stata una serata ordinata, professionale, a tratti intensa, e spesso troppo controllata. L’omaggio iniziale a Pippo Baudo ha dato subito il tono: rispetto, memoria, tradizione. Tutto giusto. Forse anche un filo prevedibile. Carlo Conti e Laura Pausini tengono il timone con mestiere; qualche piccolo impaccio, qualche aggiustamento, ma la macchina gira. 

Il momento che davvero alza l’asticella è Tiziano Ferro. Il medley per i 25 anni di Xdono è l’unico segmento in cui l’Ariston sembra accendersi davvero. Non perché sia nostalgico, ma perché ha ritmo, presenza, carisma. È uno dei pochi momenti in cui la serata smette di essere “corretta” e diventa spettacolo.

Poi c’è il momento istituzionale con Gianna Pratesi, ultracentenaria tra le prime donne a votare nel referendum del 1946. Un inserimento che dà spessore, che ricorda quanto Sanremo sia anche un grande contenitore nazionale. Ed è proprio lì, nel pieno della solennità, che compare la scritta sbagliata: “Repupplica”. Un refuso in grafica, una “p” di troppo, niente di drammatico. Ma in un’epoca in cui ogni dettaglio viene fotografato, isolato, rilanciato, quella doppia consonante diventa protagonista parallela della serata. In pochi minuti è già ovunque. Sanremo, ormai, è anche questo: una gara musicale e un gigantesco laboratorio di screenshot.

Sul fronte gara, l’apertura di Ditonellapiaga con Che fastidio! è stata una scelta intelligente: ritmo, energia, un brano che almeno prova a smuovere le acque. Michele Bravi con Prima o poi riporta tutto su un piano più raccolto, molto pulito, forse fin troppo. Sayf con Tu mi piaci tanto è una sorpresa piacevole, uno di quei pezzi che non fanno rumore ma restano.

Arisa, con Magica favola, divide: tecnica indiscutibile, ma una proposta che non mette tutti d’accordo. Tommaso Paradiso con I romantici resta nel suo territorio emotivo, mentre Patty Pravo con Opera entra e riporta quell’eleganza che è diventata la sua firma. Fulminacci con Stupida sfortuna convince perché non fa il fenomeno: scrive bene, canta bene. Serena Brancale con Qui con me lavora sull’intensità e sulla presenza, senza sovraccaricare il brano. Il duo Fedez–Marco Masini incuriosisce fin dall’annuncio. Generazioni diverse, timbri lontani, eppure Male necessario regge perché nessuno prova a sovrastare l’altro.

La gara prosegue tra registri diversi. Dargen D’Amico con Ai ai ironizza sull’era digitale, Luchè con Labirinto resta più scuro, meno accomodante. Raf con Ora e per sempre sceglie la linea melodica classica, Mara Sattei con Le cose che non sai di me cerca equilibrio più che rottura. Samurai Jay con Ossessione divide, Elettra Lamborghini punta sull’elemento scenico e sulla riconoscibilità, mentre J-Ax si affida alla propria esperienza e al carisma costruito negli anni. Sei tu di Levante è una di quelle canzoni che alla fine non esplodono, ma ti resta la curiosità di riascoltarle per capire meglio cosa ti hanno lasciato. Ermal Meta con Stella stellina porta una ninna nanna tragica sulla guerra. Malika Ayane con Animali notturni convince meno del previsto. LDA & Aka 7even con Poesie clandestine trovano energia, le Bambole di Pezza con Resta con me spingono sonorità pop-punk con un’attitudine più ruvida rispetto alla media della serata, mentre Tredici Pietro con Uomo che cade inciampa in un piccolo incidente tecnico: il titolo, per un attimo, si materializza.

La top five provvisoria – Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez e Marco Masini – fotografa bene una serata senza dominatori. Varietà, sì. Ma nessun momento che abbia davvero spaccato in due il Festival.

E forse il dato più sincero arriva dagli ascolti: 9 milioni 600mila spettatori, 58% di share. Un numero forte in termini televisivi, ma lontano dai 12 milioni e 630mila dell’anno scorso e sotto anche alle ultime edizioni precedenti. Il Festival resta centrale, ma l’effetto-evento sembra meno potente.

Immagine di Monica Straniero

Monica Straniero

Monica Straniero è una giornalista e collabora con testate italiane e internazionali. Si occupa di cultura pop, storie urbane e immaginari contemporanei

Condividi questo articolo sui Social

Facebook
WhatsApp
LinkedIn
Twitter

Post Correlati

Ritorna il camping di lusso Governors Island

Se stai cercando una fuga perfetta dalla frenesia della città senza allontanarti troppo, Governors Island potrebbe essere la tua destinazione ideale. E se desideri trasformare questa breve fuga in un’esperienza indimenticabile, Collective Retreats è pronto ad accoglierti con le sue

Leggi Tutto »
Torna in alto