Al Pacino è stato tra i protagonisti del red carpet del Tribeca Festival per la première mondiale di Killing Castro, il nuovo thriller politico diretto da Eif Rivera. Accanto a lui c’erano Diego Boneta, che nel film interpreta Fidel Castro, e DJ Khaled.
il thriller prende spunto da un episodio poco conosciuto della storia americana: il soggiorno di Castro all’Hotel Teresa di Harlem durante la sua visita a New York per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1960. Da quel contesto nasce una storia che mescola fatti reali e finzione politica, interessata soprattutto a ciò che accade lontano dai riflettori.
L’arrivo del leader cubano negli Stati Uniti genera preoccupazione negli ambienti politici e nei servizi d’intelligence. La sua popolarità cresce rapidamente e la sua presenza diventa un problema per chi vede nella rivoluzione cubana una minaccia agli equilibri internazionali. È all’interno di questa tensione che si muove Donovan, il personaggio interpretato da Pacino, chiamato a gestire una complessa operazione clandestina.
Pacino affronta il ruolo con la consueta autorevolezza. Il suo personaggio non appare come un semplice antagonista, ma come un uomo convinto che la sicurezza nazionale possa giustificare decisioni sempre più discutibili. Attraverso di lui il film esplora alcune delle paure e delle contraddizioni che hanno caratterizzato la politica estera americana durante gli anni della Guerra fredda.
Accanto a lui, Diego Boneta offre una delle interpretazioni più interessanti del film nei panni di Fidel Castro. L’attore evita le rappresentazioni più schematiche del leader cubano e ne restituisce soprattutto il carisma politico, la capacità di attrarre consenso e di occupare il centro della scena in ogni contesto.
Tra i momenti più riusciti ci sono gli incontri con Malcolm X, interpretato da Kendrick Sampson. Le conversazioni tra i due leader richiamano una pagina spesso trascurata della storia del Novecento, quella che mette in relazione le lotte per i diritti civili negli Stati Uniti con i movimenti anticoloniali che stavano emergendo in diverse parti del mondo.
Killing Castro utilizza una pagina poco conosciuta della storia del Novecento per riflettere su come gli eventi prendano forma nella memoria collettiva e su chi abbia il potere di raccontarli.




