“Cime tempestose”: il film con Margot Robbie e Jacob Elordi debutta il 12 febbraio (ma non segue per niente il libro)

La nuova versione cinematografica diretta da Emerald Fennell riscrive il romanzo di Emily Brontë, trasformando un amore impossibile in una passione carnale e pop

All’anteprima italiana il distributore aveva avvertito la stampa: il titolo “Cime tempestose” è da considerarsi tra virgolette, non si tratta di un adattamento fedele. Il film, tra i più attesi del 2026, arriva nelle sale di tutto il mondo tra il 12 e il 14 febbraio (in Italia il 12) per la firma della regista e sceneggiatrice Emerald Fennel, con Margot Robbie e Jacob Elordi nel ruolo dei celebri protagonisti Catherine e Heathcliff. Ed è già accompagnato da qualche polemica. Una per tutte, l’età della Robbie, che, trentacinquenne, è stata giudicata inadatta a interpretare una ragazza che nel romanzo scritto da Emily Brontë muore a 18 o 19 anni. E in effetti, il punto è proprio qui: il film ci racconta forse neanche la metà della storia originale.

Sparisce il fratello di Catherine, che nel romanzo ha un ruolo quasi da coprotagonista, e tutta la narrazione che fa seguito alla morte della ragazza, comprese l’apparizione del suo fantasma e le vicende che riguardano la seconda generazione di personaggi, la figlia di lei, il cugino Hareton e il figlio di Hethcliff, è cancellata via. In più, curiosamente, la governante Nelly, nel libro motore della narrazione, assume i tratti di una dama di compagnia asiatica (la interpreta l’attrice di origine thailandese Hong Chau), senza che nessuno spieghi come sia arrivata nella sperduta brughiera inglese.

Sostanzialmente, dopo aver raccontato Cathy e Heathcliff bambini e il loro sodalizio per difendersi dalle angherie del padre di lei, la regia si concentra sulla passione ossessiva che nasce tra i due, e che contrariamente a quanto accade nel romanzo, viene largamente consumata (anche le scene di sesso hanno dato vita a qualche polemica) nonostante lei sia già sposata col ricco Edgar Linton. Il quale resta ignaro di tutto fintanto che Nelly non fa la spia e il dramma si trasforma in tragedia, visto che Catherine, costretta a separarsi dall’amante, si lascia morire insieme al figlio che porta in grembo (di Linton) in una impressionante scia di sangue.

Insomma: ciò che nel romanzo era un amore identitario e totalmente asessuato, un’ossessione resa immortale proprio per la sua impossibilità di scendere sul piano fisico, nel film diventa passione carnale, classico eros e thanatos. Praticamente un’altra storia.

Per il resto, va detto che questa versione tra virgolette funziona molto bene per la regia, la fotografia, le scenografie, le location, i costumi soprattutto. E man mano che la narrazione avanza e ci ritroviamo con i personaggi diventati adulti, si trasforma in un racconto pop, quasi a ricordarci Povere creature di Lanthimos. Robbie spiega: «Quel che emerge da questa versione di Emerald Fennel è un’esperienza molto emotiva e viscerale. Si concentra su come gli eventi influenzino i sentimenti dei personaggi e, di riflesso, quelli dello spettatore. Ciò che la contraddistingue come filmmaker è la capacità di suscitare una reazione viscerale nel pubblico».

Immagine di Elisabetta Colangelo

Elisabetta Colangelo

Giornalista italiana ed esperta di cinema, Tv e celeb, collaboratrice da oltre 20 anni dei più importanti gruppi editoriali italiani e internazionali scrive e ha scritto per Grazia, Vanity Fair, GQ, Donna Moderna, Glamour e molte altre testate.

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