Nel 1988 George Michael aveva soltanto 24 anni, milioni di dischi venduti e una carriera solista che aveva già superato il successo degli Wham!. Con l’album Faith aveva conquistato le classifiche internazionali, imponendosi come uno degli artisti più influenti della musica pop. Dietro l’immagine del cantante affascinante, provocatorio e sicuro di sé si nascondevano però le inquietudini di un giovane uomo ancora alla ricerca della propria identità.
George Michael: The Faith Tour, diretto da Andy Morahan e David Austin, nei cinema italiani dal 6 novembre, recupera le immagini di due concerti tenuti a Parigi nel maggio 1988, durante il primo tour mondiale da solista dell’artista britannico. Girate in pellicola 35 millimetri e rimaste negli archivi per quasi quarant’anni, le registrazioni restaurate restituiscono l’energia di una delle stagioni più fortunate della musica pop.
Sul palco Michael è magnetico. Canta, balla, provoca il pubblico e passa con naturalezza dalle sonorità soul alle melodie pop, mostrando una straordinaria padronanza vocale. Da Faith a Father Figure, da I Want Your Sex a Monkey, il repertorio segna la definitiva emancipazione dall’immagine adolescenziale degli Wham!. I jeans aderenti, la giacca di pelle e gli occhiali da sole completano un personaggio destinato a diventare un’icona degli anni ottanta.

Il concerto è preceduto da Finding Faith, un cortometraggio di Mary McCartney che, attraverso materiali d’archivio e registrazioni inedite, ripercorre il passaggio alla carriera solista. Emergono le ambizioni e le insicurezze di un artista che avrebbe vissuto un rapporto sempre più conflittuale con la celebrità, l’industria discografica e la propria immagine pubblica.
Il film privilegia la forza delle esibizioni, senza soffermarsi troppo sulle vicende personali. Una scelta che conserva l’immediatezza dello spettacolo, ma lascia poco spazio alle contraddizioni di Michael, trasformando il documentario soprattutto in un omaggio musicale. Le immagini del pubblico parigino, che canta e balla senza la mediazione degli smartphone, restituiscono inoltre l’atmosfera di un’epoca in cui il concerto era un’esperienza interamente collettiva.

A dieci anni dalla morte del cantante, The Faith Tour riporta sul grande schermo un artista all’apice della popolarità, prima che il difficile rapporto con la fama ne segnassero il percorso. Rimangono una voce straordinaria, un talento musicale indiscusso e il ritratto di una popstar che aveva conquistato il mondo senza aver ancora trovato il modo di sentirsi davvero libera.




