L’intelligenza artificiale entra in classe: il primo talk di AI4Progress a New York

L'Istituto Italiano di Cultura ha lanciato una nuova serie di incontri pubblici sull'intelligenza artificiale, in collaborazione con il Consolato italiano, il Centro per l'Etica Digitale di Yale e l'Università di Bologna. Il primo appuntamento, il 22 settembre, era dedicato all'educazione

L’Istituto Italiano di Cultura di New York ha lanciato una nuova serie di talk pubblici, AI4Progress, organizzata in collaborazione con il Consolato Italiano a New York, il Centro per l’Etica Digitale dell’Università di Yale e l’Università di Bologna. Il primo evento si è tenuto il 22 settembre ed era dedicato al tema “Educazione: l’intelligenza artificiale in classe”.

I relatori e il pubblico hanno discusso delle opportunità e dei rischi legati all’uso dell’intelligenza artificiale nel contesto educativo. Studenti e insegnanti hanno già iniziato a usare queste tecnologie, mentre istituzioni, scuole e università stanno ancora cercando di comprenderne le conseguenze e i limiti.

La serata è iniziata con i saluti del direttore dell’Istituto, Claudio Pagliara, che ha accolto il pubblico e introdotto l’iniziativa. È seguito il talk di Luciano Floridi, direttore del Centro per l’Etica Digitale dell’Università di Yale, poi quello di Julia Stoyanovich, direttrice del Centro per l’Intelligenza Artificiale Responsabile della New York University, e infine quello di Pietro Agasi, fondatore e CEO di Minerva Education AI. Nella parte finale, Pagliara ha moderato le domande del pubblico, coinvolgendo i tre relatori in una discussione conclusiva.

Per inquadrare la trasformazione in corso, Floridi ha proposto un paragone con una delle rivoluzioni più importanti della storia: l’invenzione della stampa. La diffusione dei libri cambiò radicalmente il modo in cui le persone producevano, conservavano e condividevano la conoscenza, ma quel cambiamento richiese secoli. L’intelligenza artificiale è invece diventata parte della vita quotidiana in pochi anni: prima del 2022 il suo utilizzo in ambito educativo non era ancora diffuso, oggi studenti, insegnanti e professionisti usano strumenti capaci di produrre testi, lezioni e contenuti in pochi secondi.

Anche la stampa, all’epoca, suscitò dubbi. Prima della sua invenzione, solo poche persone potevano riprodurre e distribuire un testo; con la stampa, un numero crescente di persone poté pubblicare le proprie idee. Oggi la stessa preoccupazione riguarda l’intelligenza artificiale, che permette a chiunque di generare e pubblicare contenuti. C’è però una differenza sostanziale tra le due rivoluzioni: un libro porta lo stesso contenuto a lettori diversi, contribuendo a una cultura condivisa, mentre l’intelligenza artificiale produce risposte in tempo reale, diverse per ogni utente e adattate alla richiesta specifica. Non si limita a distribuire contenuti esistenti, ma ne genera continuamente di nuovi. Come ogni grande rivoluzione tecnologica, porta con sé anche delle perdite: con lo sviluppo della scrittura e dei libri, per esempio, l’arte della memoria perse importanza. Da qui la domanda che la diffusione dell’intelligenza artificiale rende oggi inevitabile: quali abilità rischiamo di perdere lasciando sempre più attività alle macchine?

Julia Stoyanovich ha spostato l’attenzione sul significato di un utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale in ambito educativo, mostrando attraverso alcuni esempi come raggiungere un risultato non equivalga necessariamente ad aver attraversato il processo di apprendimento. Ha indicato tre aspetti da preservare: la gioia di fare, l’apprendimento, l’essere. Provare, sbagliare, riprovare e capire perché qualcosa non ha funzionato restano parte integrante del percorso educativo. Per Stoyanovich, la tecnologia dovrebbe aiutare lo studente a diventare più autonomo, non sostituirlo nel processo di apprendimento: la questione riguarda quindi tanto l’uso dell’intelligenza artificiale per insegnare, quanto l’insegnare l’intelligenza artificiale a studenti e cittadini.

Pietro Agasi, fondatore di Minerva Education AI, piattaforma progettata specificamente per il sistema scolastico italiano, ha parlato delle applicazioni pratiche dell’intelligenza artificiale in classe. L’obiettivo, ha spiegato, è aiutare l’insegnante a ridurre il tempo necessario per preparare lezioni e materiali didattici, senza sostituirlo: l’intelligenza artificiale può velocizzare i processi più ripetitivi, lasciando all’insegnante più tempo per seguire gli studenti, comunicare con loro e capirne le difficoltà, rendendo possibile un percorso educativo più personalizzato. In un contesto in cui produrre informazioni diventa sempre più facile, ha aggiunto, la vera abilità da preservare è la capacità di comprendere, verificare, discutere e porre le domande giuste su ciò che si produce.

Nella parte finale della serata, le domande del pubblico hanno riunito i tre relatori in una discussione moderata da Pagliara, occasione per approfondire i temi sollevati durante i talk e riflettere sulla responsabilità di chi sviluppa, utilizza e implementa questi strumenti nei percorsi educativi. Uno dei fili conduttori della discussione è stato il rapporto tra risultato e processo: se l’obiettivo è semplicemente ottenere la risposta corretta, l’intelligenza artificiale può diventare uno strumento estremamente efficiente. La domanda aperta riguarda allora meno se permetterla o vietarla, e più come utilizzarla, quando, e quali abilità umane proteggere.

Al termine dell’incontro, Pagliara ha commentato l’iniziativa ai nostri microfoni: “Penso che questa sia davvero un’iniziativa che arriva al momento giusto.” Per il direttore dell’Istituto, appuntamenti come AI4Progress danno l’opportunità di ascoltare non le aziende leader del mercato, come accade solitamente, ma accademici e sviluppatori di alto livello, discutendo insieme le possibilità offerte dalla tecnologia, la responsabilità del suo utilizzo e la sua regolamentazione. “Penso che questa sia la missione dell’Istituto,” ha aggiunto, “diffondere una vera cultura dell’innovazione.”

È proprio questo l’obiettivo di AI4Progress: creare uno spazio di dialogo tra esperti con prospettive diverse, e dare al pubblico gli strumenti per comprendere meglio l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla società. Dopo il primo incontro dedicato all’educazione, la serie prosegue con tre appuntamenti dedicati a salute, ambiente e business, rispettivamente il 13 ottobre, il 28 ottobre e il 9 novembre.

Immagine di Silvia Bendicenti

Silvia Bendicenti

Silvia Bendicenti: Classe 2003, laurea in International Business e Business Administration. Ha studiato tra Pechino, Washington D.C. e Roma, sviluppando un forte interesse per la comunicazione internazionale, i media e le relazioni interculturali. Appassionata di storytelling e attualità, racconta storie che mettono in dialogo culture, comunità ed esperienze diverse

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