La fine di Oak Street, dinosauri nella periferia americana

Il nuovo film di David Robert Mitchell è nei cinema italiani dal 12 agosto e arriva nelle sale statunitensi il 14 agosto 2026

Un dinosauro che rovista tra i bidoni dell’immondizia di una tranquilla strada di periferia. David Robert Mitchell racconta che La fine di Oak Street è nato da questa immagine. In effetti non è male come punto di partenza. Il regista di It Follows e Under the Silver Lake prende una normale famigliola americana e la scaraventa, insieme a case, automobili e sacchi della spazzatura, in un mondo popolato da creature preistoriche. E naturalmente la giornata dei protagonisti peggiora rapidamente.

Un misterioso evento cosmico strappa infatti Oak Street dalla realtà e trasporta l’intero quartiere in un luogo sconosciuto. Denise e Greg Platt, interpretati da Anne Hathaway ed Ewan McGregor, devono proteggere i figli Audrey e Brian, ai quali danno volto Maisy Stella e Christian Convery. La sopravvivenza dipenderà dalla capacità della famiglia di restare unita. Almeno questo è quello che il film (qui il trailer) continua a ripeterci.

Siamo negli anni Ottanta e il pensiero vola subito a Jurassic Park, Poltergeist e al cinema della Amblin. Ma la premessa potrebbe appartenere anche a un episodio di Ai confini della realtà: che cosa succederebbe se una strada qualsiasi, con le sue villette e i suoi giardini, finisse improvvisamente in un’altra epoca?

La parte più riuscita sta nel ribaltamento. Non sono i dinosauri a invadere il nostro mondo. Sono gli esseri umani a ritrovarsi dove non dovrebbero essere. Le creature preistoriche sono a casa loro, mentre a essere fuori posto è quel pezzo di America con le cucine ancora apparecchiate e le automobili parcheggiate davanti alle villette.

Per una ventina di minuti Mitchell gioca molto bene con questa idea. Non mostra subito tutto, lascia che i rumori arrivino dal bosco e che qualcosa si muova ai margini dell’inquadratura. La casa è ancora in piedi, ma non è più un rifugio. Ogni finestra può diventare un punto d’ingresso e ogni recinzione sembra improvvisamente troppo bassa. Chi ha visto It Follows sa quanto Mitchell sia bravo a trasformare un quartiere tranquillo in un luogo dove non si può mai essere davvero al sicuro.

Il problema arriva quando, dopo aver preparato con grande cura il disastro, il film dovrebbe finalmente scatenarlo. I pericoli cominciano a ripetersi, le sorprese diminuiscono e i personaggi prendono decisioni che nessuna persona ragionevole prenderebbe mentre un dinosauro le sta dando la caccia. Certo, abbiamo già accettato che un intero quartiere sia stato trascinato nella preistoria. Ma questo non significa che dobbiamo accettare qualsiasi cosa.

Denise, Greg e i figli cambiano spesso comportamento secondo le necessità della scena. Diventano incoscienti quando serve uno spavento, teneri quando bisogna commuovere il pubblico e particolarmente fortunati quando la storia sembra non sapere più come salvarli. Anche dopo una vittima inattesa, che per qualche minuto rende la situazione più seria, arriva una soluzione provvidenziale a rimettere le cose a posto. Il finale vuole a tutti i costi lasciare lo spettatore con il sorriso, ma per riuscirci sacrifica quel poco di logica che era rimasto.

Anne Hathaway se la cava bene e riesce a dare a Denise la giusta combinazione di paura e determinazione. Ewan McGregor funziona soprattutto nelle scene più intime. Molto meno convincenti i figli. Audrey e Brian sembrano esistere principalmente per mettere in moto l’istinto protettivo dei genitori. E qui il paragone con Jurassic Park diventa inevitabile: Spielberg aveva capito che, per farci tremare davanti a un dinosauro, doveva prima farci affezionare ai bambini.

Girato anche per il formato IMAX, La fine di Oak Street ha dinosauri, fughe, jump scare, nostalgia anni Ottanta e due star molto popolari. Gli ingredienti per il blockbuster di fine estate ci sono tutti. Quando Mitchell torna alle sue ossessioni – le paure nascoste nella normalità, la casa che non protegge più, qualcosa di minaccioso appena fuori dall’inquadratura – il film funziona. Quando deve rassicurare, commuovere e preparare l’applauso finale, molto meno.

Prodotto da J.J. Abrams, Hannah Minghella, Jon Cohen, David Robert Mitchell, Matt Jackson e Tommy Harper, La fine di Oak Street arriva nei cinema italiani il 12 agosto 2026 e nelle sale statunitensi il 14 agosto, distribuito da Warner Bros. Pictures.

Immagine di Monica Straniero

Monica Straniero

Monica Straniero è una giornalista e collabora con testate italiane e internazionali. Si occupa di cultura pop, storie urbane e immaginari contemporanei.

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