Le NBA Finals 2026 parlano sempre più newyorkese. Dopo aver conquistato in trasferta Gara 1, i Knicks si sono ripetuti anche nella seconda sfida della serie e si apprestano adesso a giocare Gara 3 e Gara 4 in casa partendo da un preziosissimo vantaggio di 2-0 nella serie.
Al Frost Bank Center è finita 105-104 per la squadra di Mike Brown, al termine di una battaglia emozionante decisa soltanto negli ultimi secondi.
Gara 2 è stata una partita dai mille volti. San Antonio ha iniziato con aggressività, sfruttando la precisione al tiro di Devin Vassell e la regia di De’Aaron Fox per costruire un vantaggio che nel primo tempo aveva raggiunto anche la doppia cifra. I Knicks, però, hanno saputo restare in scia grazie alla solidità di Karl-Anthony Towns, dominante vicino a canestro e fondamentale nel ribaltare l’inerzia della partita prima dell’intervallo.
Proprio Towns è stato il grande protagonista della fase centrale del match. Il lungo di New York ha chiuso con una doppia doppia da 21 punti e 13 rimbalzi, imponendo la propria presenza sotto i tabelloni e offrendo ai compagni un punto di riferimento costante.
Al fianco di Towns ha brillato anche Mikal Bridges, autore di una prestazione di enorme qualità offensiva e difensiva, capace di spezzare l’equilibrio con una lunga serie di canestri consecutivi a cavallo tra secondo e terzo quarto.
Dopo essere rientrati dagli spogliatoi con il controllo della partita, i Knicks hanno progressivamente allungato fino a raggiungere un vantaggio di 14 punti nel quarto periodo. In quel momento la sfida sembrava ormai indirizzata, ma gli Spurs hanno trovato energie inattese per rientrare in corsa.
A guidare la rimonta è stato Victor Wembanyama. Dopo una prima metà di gara sottotono, il fenomeno francese ha cambiato marcia nella ripresa, mettendo in mostra tutto il suo talento. Canestri, stoppate e giocate spettacolari hanno riacceso il pubblico texano e permesso a San Antonio di confezionare un impressionante parziale che ha riportato il punteggio in perfetta parità.
Il finale è stato degno del palcoscenico delle Finals. A meno di un minuto dalla sirena, Wembanyama aveva addirittura regalato il vantaggio agli Spurs con un gioco da tre punti. La risposta di New York è arrivata immediatamente con Jalen Brunson, che nonostante una serata complicata al tiro ha trovato i punti più pesanti nel momento decisivo.
Negli ultimi dieci secondi si è consumato il momento chiave della partita. Un’incomprensione offensiva tra Wembanyama e Steph Castle ha consegnato il pallone ai Knicks. Brunson ha subito fallo ed è andato in lunetta, realizzando il libero del sorpasso. San Antonio ha avuto comunque un’ultima opportunità per vincere, ma il tiro sulla sirena del talento francese si è spento sul ferro, facendo esplodere la gioia della panchina ospite.
Per New York è la tredicesima vittoria consecutiva in questi playoff, una striscia che conferma lo straordinario stato di forma della squadra e la sua capacità di vincere anche le partite più sporche e combattute. Oltre ai 21 punti di Towns e ai 20 di Brunson, sono stati fondamentali i contributi di Bridges, Anunoby e della panchina, capace di mantenere alta l’intensità nei momenti più delicati.
Dall’altra parte Wembanyama ha chiuso da miglior marcatore degli Spurs con 29 punti dopo una ripresa da protagonista assoluto, mentre Fox ha aggiunto 20 punti e leadership. Tuttavia, gli errori degli ultimi possessi rischiano di pesare enormemente sull’economia della serie.
Ora le Finals si trasferiscono al Madison Square Garden, dove New York avrà la possibilità di avvicinarsi ulteriormente a un titolo NBA che manca da oltre mezzo secolo. Se New York mantenesse il fattore campo la serie finirebbe, clamorosamente, in quattro gare, ma questi Playoff hanno abbondantemente dimostrato che il fattore campo può saltare in qualsiasi momento e i Knicks sanno bene di non potersi permettere cali di tensione.
La statistica sorride ai newyorkesi: nessuna squadra nella storia delle Finals è mai riuscita a conquistare il campionato dopo aver perso le prime due partite della serie sul proprio campo. Gli Spurs dovranno quindi provare a scrivere una pagina senza precedenti per tenere vivo il sogno, mentre New York dovrà mantenere i nervi saldi anche nei momenti di difficoltà, consapevole che il “doppio break” (per usare una terminologia tennistica) guadagnato nelle prime due gare gli consente di poter, con una vittoria nelle prossime due gare) giocare comunque per chiudere la serie in casa propria, avendo ribaltato il fattore campo.
Se la vittoria dovesse arrivare il Gara 3, poi, i match point casalinghi per New York diventerebbero addirittura due, con la possibilità di chiudere in gara 4 un “cappotto” che neanche il più accanito fan dei Knicks avrebbe osato pronosticare alla vigilia.




