History, Italian Style, al Lincoln Center la storia d’Italia raccontata dal grande cinema

Fino al 25 giugno il Walter Reade Theater ospita la rassegna di Film at Lincoln Center e Cinecittà: 29 film dal Risorgimento alla Seconda guerra mondiale, inaugurati dalla versione integrale restaurata di Novecento di Bertolucci

C’è una domanda a cui il cinema italiano torna da sempre: che cos’è l’Italia? Fino al 25 giugno prova a rispondere History, Italian Style, la nuova rassegna organizzata da Film at Lincoln Center insieme a Cinecittà: un percorso di 29 film che ripercorre la costruzione dell’Italia moderna, dal Risorgimento all’ascesa del fascismo fino alla Seconda guerra mondiale, in programma al Walter Reade Theater (165 W. 65th Street).

La serie, curata da Emiliano Morreale, storico del cinema e professore alla Sapienza di Roma, con la consulenza del regista Pietro Marcello, mette insieme i capolavori dei grandi maestri, da Visconti a Rossellini, e le opere di autori contemporanei, da Marco Bellocchio ad Alice Rohrwacher. L’idea, ha raccontato dal palco Dan Sullivan, programmer di Film at Lincoln Center, è nata da una conversazione tra la collega Florence Almozini e lo stesso Marcello: esplorare i tanti modi in cui i grandi registi italiani hanno raccontato e reinterpretato la materia della storia nazionale. «Siamo partiti dal fatto che il cinema e l’Italia abbiano quasi la stessa età», ha spiegato Sullivan presentando la serata. «In un certo senso il cinema è sempre stato lì, specchio e strumento con cui gli artisti e il pubblico hanno riflettuto sull’identità italiana e sulla storia del Paese».

«Volevamo far conoscere al nostro pubblico lati del cinema italiano diversi da quelli a cui è abituato», ci ha detto poi Sullivan a margine dell’inaugurazione. Per la serata di apertura la scelta è caduta su Novecento di Bernardo Bertolucci, presentato nella versione integrale di quasi quattro ore, con un intervallo, nel restauro in 4K realizzato da Cinecittà. «L’abbiamo scelto perché attraversa più epoche della storia italiana e parla agli obiettivi di questo programma», ha aggiunto, prima di congedarsi dal pubblico con un augurio molto newyorkese: «Go Knicks».

«Il film ripercorre l’ultimo secolo della storia d’Italia attraverso la vicenda di due amici fraterni, le cui strade a un certo punto si dividono», ha raccontato Camilla Cormanni, responsabile dei Programmi Culturali Internazionali di Cinecittà. «Vivono politicamente su sponde che si separano, ma sono stretti da un’amicizia più forte di quello che la storia vorrebbe. È un cast internazionale voluto da Bertolucci all’epoca, e ci dobbiamo anche meravigliare di come un regista italiano fosse riuscito a riunire Donald Sutherland, Robert De Niro, Stefania Sandrelli e Gérard Depardieu».

Per Cinecittà la rassegna arriva in un anniversario importante, gli ottant’anni della Repubblica italiana. «Il tempismo era perfetto», ha detto Cormanni al pubblico in sala. «I 29 titoli descrivono l’Italia in tutti i modi diversi in cui gli italiani sanno essere. Speriamo che vi aiutino a capire un po’ di più quanto il nostro Paese sia complesso». Il rapporto con il Lincoln Center, ha ricordato, è di lunga data: «È tra i nostri primi partner, collaboriamo stabilmente dal ’92».

Oltre a Novecento, Cinecittà porta a New York i restauri del Giardino dei Finzi-Contini di Vittorio De Sica e di San Michele aveva un gallo dei fratelli Taviani. Gli altri titoli arrivano in copie restaurate insieme ad altre istituzioni italiane o in pellicole originali. «Sono preziosissime copie 35 millimetri che conserviamo nella nostra cineteca per l’estero e che prestiamo in momenti abbastanza eccezionali», ha precisato Cormanni. «Avendo ritenuto questo un momento assolutamente eccezionale, sarà possibile vedere queste copie molto rare».

Il calendario completo delle proiezioni è disponibile su filmlinc.org. I biglietti costano 18 dollari, con riduzioni a 15 per studenti, over 62 e persone con disabilità e a 13 per i membri di Film at Lincoln Center, che propone anche un pacchetto scontato a partire da tre film.

A margine della serata, Cormanni ha voluto lasciare un messaggio alla comunità italiana della città: «Agli italiani a New York dico grazie. Grazie per il coraggio, per aver avuto la forza di lasciare un Paese meraviglioso come il nostro per venire ad arricchire un Paese altrettanto complesso. È difficile definire oggi il Paese America, ma se c’è un Paese Italia è a New York, dove cittadini di tutte le regioni italiane si sono uniti per comporre questo meraviglioso mosaico di tradizione, cultura, innovazione e bellezza che fa di New York la città che è».

Immagine di Silvia Bendicenti

Silvia Bendicenti

Silvia Bendicenti: Classe 2003, laurea in International Business e Business Administration. Ha studiato tra Pechino, Washington D.C. e Roma, sviluppando un forte interesse per la comunicazione internazionale, i media e le relazioni interculturali. Appassionata di storytelling e attualità, racconta storie che mettono in dialogo culture, comunità ed esperienze diverse

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